Trento, partito il Festival dell'EconomiaRoberto Saviano ospite in chiusura

La presenza dello scrittore non è stata annunciata per motivi di sicurezza. Saviano chiuderà questa quinta edizione che ha come tema centrale quello dell’informazione. Un’informazione che, prima della crisi, non c’era o era deficitaria


Ubaldo Cordellini


TRENTO. La quinta edizione del Festival dell’Economia è partita in pompa magna al castello del Buonconsiglio. C’era il pubblico delle grandi occasioni. Tra i notabili in grigio o blui, spiccava Caterina Dominici con un caftano arancione. Intanto si è diffusa la notizia che il Festival chiuderà con il botto: domenica pomeriggio parlerà Roberto Saviano, l’autore di Gomorra.
La presenza dello scrittore non è stata annunciata per motivi di sicurezza. Saviano chiuderà questa quinta edizione che ha come tema centrale quello dell’informazione. Un tema mica da ridere, visto che l’informazione influisce direttamente sulle scelte. Le scelte dei singoli, ma anche delle grandi banche e degli stati. Un’informazione che, prima della crisi, non c’era o era deficitaria. Ancora adesso la gente non sa come va l’economia, come ha spiegato Boeri: «Uno studio dell’Isae dimostra come la stragrande maggioranza degli italiani ritiene che la crisi siamo molto meno grave di quello che è». Beata ignoranza, direbbero la nonne. E invece no.
Boeri un colpevole ce l’ha: «L’unica fonte di informazioni economiche per moltissimi italiani è la televisione e spesso questa fornisce dati non corretti. Abbiamo fatto la prova con un servizio del Tg1 sulla produzione industriale ad aprile che era stagnante. Ebbene il servizio la dava in netta ripresa, ma solo perché la confrontava con lo stesso mese dell’anno prima, quando c’era la crisi nera». Restando in tema, Boeri rincara la dose: «La manovra del governo ci era stata presentata come fatta di tagli alla spesa. In realtà si è visto che per il 40 per cento è formata da nuove entrate».
A qualcuno, a Roma, saranno fischiate le orecchie, ma nel suo intervento di chiusura il presidente Lorenzo Dellai ha tenuto a dire chiaro che non ci sono rapporti cattivi con il governo: «In questo momento in cui si discute molto di informazione a proposito del decreto sulle intercettazioni, noi vogliamo offrire come contributo lo spirito del Festival, che è uno spirito di compromesso positivo tra idee e realtà. Il Festival non ha governi amici o governi nemici. I ministri ci sarebbero stati se avessero accettato l’invito».
Poi, Dellai si è guardato indietro: «Abbiamo raggiunto un traguardo importante: i cinque anni di vita del Festival. Ora sarà il caso di discutere insieme su come andare avanti, con quale formula, se c’è bisogno di cambiare qualcosa e anche se è il caso di andare avanti. Io penso di sì, visto che l’esperienza è positiva».
In precedenza aveva portato il suo saluto anche il sindaco Alessandro Andreatta: «Il Festival ormai è diventato un appuntamento indispensabile».

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