Trento, il 118 scambiato per centro informazioni

Al via la campagna informativa dell'Azienda sanitaria sull'uso corretto del servizio d'emergenza


Robert Tosin


TRENTO. Maneggiare con cura, potrebbe essere lo slogan, ma sarebbe forse ancora meglio dire: maneggiare con coscienza. Sul numero del pronto emergenza sanitaria, il 118, sta per partire una campagna di "istruzioni per l'uso". La facilità di memorizzazione e di composizione se da una parte agevola le chiamate di soccorso, dall'altra espone il servizio ad una possibilità di abuso.
Spesso raggiungere i meandri della sanità è un impegno sfiancante e quindi qualcuno potrebbe essere tentato di seguire la scorciatoia: chiamare il numero così facile da ricordare e chiedere informazioni. E' un problema più o meno presente ovunque, anche se va sottolineato che in Trentino non esiste un problema di abuso, tanto che non esiste nemmeno una statistica delle chiamate "inutili". La campagna promozionale che sarà organizzata servirà a sensibilizzare sull'importanza del primo contatto nelle emergenze sia appunto per evitare di intralciare il traffico telefonico con richieste inopportune o fuori luogo, sia per prepararsi a rapportarsi nel migliore dei modi per arrivare poi a quello che è il vero obiettivo: prestare soccorso ad una persona in fretta e nel modo migliore.
Il 118 - inteso come "centrale" che riceve la prima richiesta - gestisce ogni anno più di 150 mila interventi, con una media oraria che supera i 17 all'ora. Nel 39 per cento dei casi si tratta di organizzare trasporti programmati, ma per un quarto dei casi si tratta di uscire a sirene spiegate per un soccorso primario: in media 4 volte all'ora.
Un peso rilevante, come si diceva, lo riveste però l'attività informativa che pure la centrale operativa è tenuta a svolgere almeno per una certa tipologia di notizie come per esempio la disponibilità delle farmacie, sulla guardia medica, ma anche, alle volte, come prima diagnosi per questioni anche banali. Sono circa 24 mila all'anno le telefonate al 118 non per emergenza, ma di richiesta di informazioni. Imparare a conoscere meglio le funzioni del numero d'emergenza potrebbe dunque aiutare a discernere meglio quando e come comporre quel numero, senza appesantire una macchina delicata che ha come scopo principale quello di prestare soccorso primario su persone ferite o colpite da malori. Fino alla prossima rivoluzione, quella del numero unico delle emergenze. E' in corso la sperimentazione nazionale del 112 come numero unico, mentre in Trentino c'è un protocollo tra 118 e 115. Ma i numeri tradizionali non spariranno mai, nemmeno quando ci sarà la centrale unica.

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