Tra alberghi e ristoranti servono 50 mila persone 

Il Caso della settimana. Dai cuochi ai lavapiatti, dai camerieri ai receptionist, dai barman alle pulizie: ecco il fabbisogno annuo che si fatica a trovare. E le zone dove c’è più richiesta


Luca Petermaier


Trento. È un esercito di camerieri, cuochi, addetti alle stanze, barman, lavapiatti quello che ogni anno serve ai pubblici esercizi trentini (per la maggior parte alberghi) per affrontare le stagioni turistiche estiva e invernale. Un esercito che l’anno scorso ha superato le 50 mila persone.

A tanto, infatti, ammonta il fabbisogno dei pubblici esercizi della provincia, gli stessi che ieri - per bocca del direttore dell’Associazione albergatori dell’Asat Roberto Pallanch - hanno lanciato l’allarme sulle difficoltà di trovare personale.

I numeri (forniti dall’Agenzia del Lavoro di Trento) che pubblichiamo qui a fianco sono una fotografia chiara e cristallina del fatto che quando si parla di fabbisogni degli stagionali si parla di una grossa fetta dell’economia trentina. Come si evince dalla tabella, infatti, nel 2018 i tredici Centri per l’Impiego del Trentino hanno avviato al lavoro poco più di 50 mila persone destinate a coprire le esigenze dei pubblici esercizi che operano nell’ambito turistico. Sono numeri altissimi, anche se per la maggior parte si tratta di contratti stagionali, sottoscritti tra giugno e settembre, tra gennaio e marzo e nel mese di dicembre. Solo per Riva del Garda - che ha una stagionalità diversa dagli altri ambiti - è stato considerato un periodo diverso che va da marzo a ottobre.

La zona che registra il fabbisogno maggiore è la val di Fassa, con il Centro per l’impiego di Vigo che ha avviato al lavoro 7892 persone. Molto elevate anche le esigenze di personale degli alberghi di Riva del Garda (7314 addetti) e Tione (che copre il Trentino Occidentale) con 6311 contratti.

Nella prima puntata di ieri del nostro Caso della settimana, il direttore dell’Asat Roberto Pallanch sottolineava le difficoltà di reperire personale che molti alberghi associati stanno avendo in questi giorni di avvio della stagione estiva. Ma di quante persone stiamo parlando? All’incirca 12.300, stando ai dati più recenti pubblicati dal Progetto Excelsior che studia i fabbisogni occupazionali delle imprese italiane. Per quanto riguarda maggio si prevede una necessità occupazionale per le aziende trentine dei servizi di alloggio e ristorazione pari a 1.430 unità. Il numero sale a 6.130 per il mese di giugno e scende a 4800 a luglio.

La Fiepet prende posizione

Ieri - intervistato dall’emittente locale Rttr che ha ripreso la questione delle difficoltà degli albergatori nella ricerca di personale - sul tema è intervenuto anche Massimo Peterlana, presidente della Fiepet trentina (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici). Nel suo ragionamento, Peterlana ha spiegato come il Trentino, negli ultimi anni, abbia fatto tanto ma forse non abbastanza per far passare il messaggio che certe professioni (prima fra tutte il cameriere) oggi non sono più le stesse di un tempo. Anzi, sono diventati lavori in cui è richiesta cultura, preparazione e che - come tali - sono retribuiti molto più di un tempo. Peterlana ha anche posto l’accento su un altro punto: «Dalle nostre scuole di formazione - ha detto - escono giovani preparati ma che poi, per vari motivi, non continuano nel loro percorso o che magari cercano fortuna all’estero dove sono pagati meglio».













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