feste vigiliane

“Toncati” nell’Adige Dellai, Pacher, Rossi e Fugatti: colpevoli per il Not

Gli ultimi quattro presidenti della Provincia “condannati" per l’ospedale atteso da più di 10 anni

PALIO DELL'OCA. Vince l'equipaggio di Romagnano



TRENTO. Cambia la tecnologia! Cambia il linguaggio! Cambia le mudande! Cambia i presidenti della Provincia! Ma in mezzo a tanti cambiamenti, per fortuna ci sono ancora delle certezze! Una è che il Nuovo Ospedale Trentino, che è sul banco dei lavori pubblici da ben 32 anni, è ancora fermo sulla carta! Ghé chi magna alla carta, e noi g’aven l’ospedale alla carta!” Con questa sentenza pronunciata verso le 21 di ieri sera, domenica 19 giugno, alla Tonca 2022 delle Feste Vigiliane nell’Adige finiscono gli ultimi quattro presidenti della Provincia, i “4 dell’Ave Maria” Dellai, Pacher, Rossi e Fugatti, tutti “toncati” per l’infinita storia del Nuovo ospedale di Trento che non si riesce a realizzare dopo più di 10 anni (la procedura partì concretamente nel 2011).

Sulle note delle hit di Vasco Rossi, dalla torre verde “che l’è bianca!” lungo l’Adige all’altezza del ponte di San Lorenzo, “condannati" alla tonca anche i con provinciali Alessio Manica e Filippo Degasperi, giudicati colpevoli di aver ingaggiato  una battaglia contro il concerto di Vasco Rossi a Trento

“Salvi" invece Lucia Coppola per un’interrogazione sui plantigradi, Franco Ianeselli e Alessandro Andreatta per il degrado a Trento, Alessandro Savoi per la patente ritirata per ubriachezza e l'infermiere Gabrielle Macinati per i tamponi falsi Covid.

Questo al termine di un lungo pomeriggio che in precedenza ha visto lo svolgersi del palio dell’Oca vinto da Romagnano. Quindi, nella gabbia come accade ormai da tantissimi anni, Giorgio Vianini, storico “custode” del teatro Sociale e toncato per antonomasia è stato infilato nelle pur basse acque del fiume che ieri hanno fatto registrare il minimo storico.

La folla, che per tutto il pomeriggio aveva assistito da sopra alla zatterada, è stata alla fine fatta scendere sulle roste dove ha potuto tra l’altro gustarsi un po’ di frescura.  C.L.

















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