Toblino, la centralina torna a produrre energia

Concessa l’autorizzazione a Hydro Dolomiti Enel: dovrà funzionare entro 3 anni Previsto un milione e mezzo di Kwh. E Calavino spera nell’utilizzo di spazi

di Mariano Bosetti

LAGO DI TOBLINO. Dopo diversi decenni di inattività, una determina del servizio gestione risorse idriche della Provincia accoglie la richiesta presentata da Hydro-Dolomiti-Enel di rimettere in esercizio la centralina di Toblino,ubicata sul versante di monte Uliveto poco fuori l’abitato di Sarche.

Come si legge nel dispositivo verrà riattivata la vecchia opera di presa sul fiume Sarca all’uscita dalla forra del Limarò, che fino a questo momento serviva solo per compensare la richiesta d’acqua nell’ambito del complesso sistema idroelettrico del Basso Sarca con riferimento la centrale di Torbole, attraverso il lago di Toblino,il torrente Rimone e il lago di Cavedine. I lavori previsti, che dovranno essere portati a termine entro un triennio riguardano: innanzitutto la funzionalità del canale di adduzione,che scorre in galleria sotto le pendici del Dain Picol, della vasca di accumulo a monte della centralina e delle installazioni tecnologiche per la produzione di energia, quantificata in 175,27 Kwh (produzione annua di oltre 1 milione e mezzo di Kwh) con un prelievo di acqua medio annuo di 1.635 l/s e massino di 2500 l/s.; acqua scaricata, come avviene ora, nel lago di Toblino. Con la ripresa della produzione scatteranno anche tutte le disposizioni conseguenti, sia per quanto riguarda gli obblighi finanziari nei confronti della Provincia (dal canone di concessione per la derivazione per 2.967,32 euro annui, alla cessione gratuita annua di 39000 Kwh, eventualmente monetizzati), che per i canoni rivieraschi nei confronti del Bim Sarca.

Ripercorrendo la storia degli investimenti idroelettrici in valle dei Laghi, la centralina di Toblino era stata realizzata nel biennio 1927/28 dalla Sit nell’intento di potenziare, oltre alla centrale di Fies, la produzione idroelettrica per la città. Quindi i vari passaggi di proprietà arrivando dopo la nazionalizzazione dell’energia ad Enel. Durante quest’ultima fase l’impianto venne dismesso (o meglio sospeso) in quanto i costi superavano di gran lunga le entrate e soprattutto con l’introduzione dei nuovi parametri per il rilascio dell’acqua in alveo, il cosiddetto minimo vitale (R.M.V.) e rimase pertanto inutilizzato per molto tempo al punto che nel 2009 il comune di Calavino (competente per territorio e già proprietario di una centralina sulla Roggia di Calavino) aveva chiesto ad HydroDolomiti Enel (Hde) di rilevare l’edificio della centralina, sia per verificare l’opportunità di un ripristino della produzione di energia elettrica, ma soprattutto per un suo utilizzo a scopo socio-culturale sulla scia dell’esperienza di Fies. Tale sollecitazione portò i responsabili di Hde a riconsiderare il rapporto costi/benefici per un’eventuale riattivazione produttiva a Toblino non precludendo la possibilità di mettere a disposizione di un interlocutore privilegiato (come il comune di Calavino)buona parte del grande immobile che, accanto all’attività produttiva, potesse favorire iniziative di valorizzazione delle risorse territoriali nell’ ambito di un’area particolarmente significativa dal punto di vista storico-naturalistico come la conca di Toblino. Ora è arrivata una prima risposta (ripristino della produzione) e il Comune di Calavino, dopo recenti contatti con i vertici di Hde, sta attendendo l’esito positivo della seconda fase.