Tentata estorsione su Facebook

A processo un 26enne di Tonadico. L’accusa: minacce e molestie all’«amica» conosciuta on-line


di Gigi Sosso


PRIMIERO. Peggior amico. Può capitare che l’amicizia su Facebook diventi un tentativo di estorsione a sfondo pornografico, accompagnato da molestie telefoniche. M.D., un ventiseienne di Tonadico è stato rinviato a giudizio con queste due imputazioni. La parte offesa è una coetanea bellunese. Se n’è parlato in udienza preliminare a Belluno, di fronte al gup Vincenzo Sgubbi e al pm Francesco Saverio Pavone.

La vicenda ha ormai tre anni di età. Lui la incrocia, più o meno casualmente, sul social network a maggiore densità di amicizie e, in un primo momento, si comporta come tantissimi appassionati. Quella ragazza è talmente carina che ci scappa una richiesta, utile a conoscersi almeno virtualmente e ad accorciare i chilometri di distanza. Hai visto mai che può nascere qualcosa di gradevole, come spesso capita. Lei ne riceve chissà quante ogni santo giorno e non ci vede niente di male ad accordarla, anche se non l’ha mai visto in vita sua. Non può sospettare niente, male che vada si fa sempre in tempo a toglierla o a bloccare una persona sgradita, che ti piazza chissà cosa nella bacheca personale o comunque si comporta in maniera sconveniente.

Tutto bene, nei primi giorni di rapporto via computer. Ma alla lunga, l’uomo si sente improvvisamente autorizzato a farle delle richieste, a sfondo sessuale. Ci prova, in maniera molto chiara. La donna non ci pensa nemmeno e conta di liquidare al più presto questo tipo, che sembra aver completamente sbagliato persona. Con chi pensa di parlare? Ma dalle richieste, si passerebbe velocemente alle minacce di diffondere dei video compromettenti, nei quali comparirebbe la ragazza e non nel giorno della sua prima comunione. Non è dato saper se esistano per davvero queste immagini, di sicuro lui era riuscito a guadagnarsi un po’ della sua fiducia, se è vero che scatterebbero anche dei messaggini sul telefono cellulare, dal contenuto inequivocabile. Fai presto a dire che ci può essere stata un po’ d’imprudenza Si arriverebbe a delle vere e proprie molestie, a quel punto lei decide di rivolgersi al tribunale.

Il ragazzo è difeso dall’avvocato Silvia Dolif, che aveva tentato di cambiare la sede dell’udienza, spostandola nella sua provincia d’origine e la ragazza dal collega Giovanni Pelosio di Feltre, in sostituzione della collega Roberta Resenterra. Sgubbi ha rinviato a giudizio l’uomo per tentata estorsione (tentata, perché in realtà non è stata consumata) e molestie telefoniche. Possono scapparci anche cinque anni di reclusione, pur con la pena sospesa, nel caso l’imputato venga ritenuto colpevole. Nel frattempo, la pagina Facebook incriminata è scomparsa dalla rete.

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