Taglio delle indennità, niente referendum
La Corte d’appello boccia le richieste del Core: inaccoglibili nell’anno che precede le elezioni
TRENTO. Niente referendum per tagliare le buste paga dei consiglieri provinciali. Il «Core» (Comitato referendario) Trentino Alto Adige ha comunicato ieri che l'Ufficio centrale per il referendum abrogativo costituito presso la Corte d'appello di Trento ha «respinto le richieste referendarie depositate nello scorso mese di giugno. Lo ha fatto - spiega il Core - rispettando il nostro lavoro, ma lo ha fatto. Accogliendo così l'interpretazione secondo la quale nell'anno precedente le elezioni non si possono depositare richieste di referendum. Tale interpretazione era ben conosciuta dal Comitato ma ritenuta ormai lontana nel tempo e assolutamente legata al contesto in cui fu emessa dall'Ufficio centrale del Referendum presso la Corte di Cassazione nel lontano 1992». Secondo il Core, «l'interpretazione che oggi viene accolta comprime moltissimo il diritto di effettuare referendum, sottraendo ai cittadini, per 26 mesi su cinque anni, un diritto che la Costituzione prevede privo di limiti temporali. Siamo e restiamo convinti che un'azione di sola protesta non possa scalfire un sistema come quello che le cronache recenti hanno portato alla luce». Il Core annuncia di essere pronto a proporre opposizione nelle sedi opportune alla decisione della Corte d’appello «se sarà possibile arrivando ad investire della questione la Corte costituzionale».
Il Comitato aveva raccolto quasi 40 mila firme in regione per tagliare radicalmente le indennità dei consiglieri regionali: 20.079 persone hanno firmato per la totale abrogazione della legge regionale n. 2 del 1995 che disciplina le indennità dei consiglieri regionali, mentre in 18.706 avevano firmato per l'abrogazione della parte della legge che riguarda la diaria (tra i 3.200 e i 3.500 euro al mese, circa un terzo dell'intero stipendio). La differenza tra il numero di firme raccolte per il primo e il secondo quesito referendario era stata spiegata dal comitato in virtù del fatto che la maggior parte dei cittadini, preoccupati per il loro futuro, non si accontenterebbero di eliminare la sola diaria. La raccolta firme del Core Trentino si inseriva all'interno di numerose iniziative sorte in questi ultimi mesi per sollecitare i politici locali a lanciare per primi un segnale di sobrietà in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo.
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