Tagli alle indennità, i capigruppo «blindano» il testo
La Svp: «No emendamenti». Il Pd: «Niente forzature, ma tutto ciò che si può fare subito, parta dal 2012»
TRENTO. Nella cornice distensiva di Malga Corno, a Capriana, la politica fa un passo avanti verso il taglio delle indennità dei consiglieri regionali. La presidente del consiglio Rosa Thaler Zelger (Svp) ha riunito qui ieri l’ufficio di presidenza e i capigruppo regionali per una mezza giornata di lavoro sulla proposta di riforma del sistema delle indennità e della previdenza dei consiglieri. «Per poter lavorare serenamente in consiglio occorre che le problematiche siano affrontate nel migliore dei modi anche fuori: il confronto aperto che si può avere lontano dalle aule, in occasioni come questa, permette di sciogliere le tensioni e discutere apertamente. Il dialogo è la chiave per affrontare le questioni più importanti con un atteggiamento positivo», ha detto Rosa Thaler spiegando le ragioni della giornata di lavoro in montagna.
Il testo del disegno di legge è pronto, ora i capigruppo lo discuteranno all’interno dei rispettivi gruppi e a settembre passerà all’esame della commissione prima di approdare in aula, realisticamente per essere approvato entro ottobre. Che quella raggiunta sia una mediazione altamente delicata lo dimostrano le parole soppesate del comunicato stampa a fine incontro. «L’ufficio di presidenza e i capigruppo si troveranno nuovamente a settembre prima che il disegno di legge passi all’esame della commissione, al fine di chiarire gli ultimi aspetti ed integrare ulteriori proposte, per arrivare ad una soluzione che riscontri la massima condivisione possibile».
Ma proprio perché sulla proposta messa a punto dalla presidente Thaler si è raggiunta una sostanziale approvazione di tutti i gruppi, il rischio sta negli eventuali emendamenti che i singoli gruppi decidessero di presentare. Il capogruppo della Svp Elmar Pichler Rolle lo ha detto chiaramente, appezzando il lavoro della presidente. Il Pd, con Mattia Civico, ha accettato di rimandare alla commissione alcune richieste del suo partito, come la non cumulabilità delle indennità e i tempi di attuazione della riforma. «Questo disegno di legge è un risultato da tutelare al massimo perché introduce non solo una riduzione delle indennità ma un sistema più trasparente - spiega Civico - noi ribadiamo che tutto ciò che può partire da subito, deve partire, dai rimborsi spese al contributo di solidarietà per gli ex consiglieri».
La riforma, che entrerà in vigore la prossima legislatura, prevede una riduzione dell’indennità da 5.950 a 5.435 euro netti attraverso la cancellazione della diaria esentasse di 3.207 euro, che concorre alla costituzione della indennità attuale di 14.069 euro lordi. L’indennità lorda passerebbe da 14.070 a 10.500 euro (con 700 euro esentasse di forfait per i prelievi in caso di assenza non giustificata alle sedute). Viene introdotto un tetto massimo di 750 euro al mese per i rimborsi (ma solo se rendicontati). Taglio del 25% all’indennità di funzione dei membri dell’Ufficio di presidenza. Tra i provvedimenti già approvati in questa legislatura e la nuova legge, il risparmio per la Regione sarà di circa 5 milioni all’anno.
Definitivamente cancellati i vitalizi: il nuovo sistema previdenziale sarà interamente contributivo per i consiglieri eletti dalla prossima legislatura e per quelli già in carica e rieletti. Per gli ex il contributo di solidarietà sale al 12%. Nel vertice di ieri si è discusso anche del funzionamento del consiglio regionale: si annuncia un maggior numero di convocazioni e la possibilità di un tempo per le question time a inizio seduta. Approvata infine la destinazione dei fondi raccolti tra consiglieri ed ex per i terremotati in Emilia Romagna: 70 mila euro finanzieranno la ricostruzione della scuola Sacro Cuore a Finale Emilia.
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