Spese senza rendiconti: la rabbia dei sindacati

Pomini (Cisl) amaro: anche la Camera fa meglio del nostro Consiglio provinciale Burli (Cgil): insostenibile. Monari (Uil): non siamo il Lazio, ma serve trasparenza



TRENTO. «Ahi noi, Roma batte Trento sulla trasparenza dei bilanci dei gruppi politici!». È amara l’ironia del segretario della Cisl Lorenzo Pomini, all’indomani della decisione della Cameta di sottoporli all’esame di una società di certificazione esterna, e solo dopo al controllo dei questori e del tesoriere di Montecitorio. «Perché altrettanta trasparenza non si può chiedere, ed ottenere, anche dai nostri consiglieri provinciali? - si chiede Pomini - Insomma, anche la nostra provincia deve essere chiamata a vincere la gara, che oggi vede in testa Roma su Trento. La rendicontazione delle spese sostenute da chi utilizza denaro pubblico deve diventare non solo vanto ma pratica “normale” di una classe politica. Documentare le proprie spese, non solo con le ricevute ma anche con la motivazione che le ha determinate, è una cosa talmente ovvia in ogni famiglia che c’è quasi imbarazzo a chiedere che altrettanto faccia il rappresentante politico».

La pensa così anche Ermanno Monari, segretario della Uil: «la nostra situazione non è paragonabile a quella del Lazio - afferma - ma la classe politica non può pensare di non dover spiegare come spende le risorse a disposizione». Non solo: «Credo anche che il Consiglio provinciale sia più che fornito di strutture: posso capire che ci sia bisogno ogni tanto di qualche consulenza, ma nel complesso i gruppi consiliari dovrebbero iniziare a tirare la cinghia anche per quanto riguarda i funzionari».

Sulla questione interviene anche il segretario della Cgil Paolo Burli: «Quando si utilizza denaro pubblico, va sempre garantita la massima trasparenza. Ciò vale a maggior ragione quando si tratta delle spese inerenti l’attività dei rappresentanti dei cittadini. I politici eletti nelle istituzioni debbono dare il buon esempio certificando puntualmente e fedelmente come vengono utilizzate le dotazioni finanziarie che sono nelle loro disponibilità e dando a queste la massima pubblicità su tutti i mezzi di comunicazione, a partire da Internet. È grave e del tutto insostenibile il solo fatto che questo già oggi non avvenga regolarmente. Anche in nome di una maggiore sobrietà della politica, crediamo inoltre che non debba essere una priorità quella di spendere denaro pubblico per questioni di rappresentanza e che quindi, anche su questo fronte, si possano ridurre sensibilmente gli stanziamenti per i gruppi consiliari».

Infine, va registrata la nota del consigliere provinciale dell’Idv Bruno Firmani, che invita a non fare di tutta l’erba e un fascio, sottolineando che il proprio gruppo consiliare da ha affidato dal primo giorno di legislatura la propria contabilità a uno studio professionale, che ogni anno redige il bilancio dettagliato, il quale viene poi raggruppato per voci ed inserito nella griglia di spese molto generica prevista dal regolamento consiliare.













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