Schützen pronti per le calamità

All’assemblea la proposta del comandante Dalprà: volontari “piumati” a fianco della Protezione civile


di Giuliano Lott


TRENTO. Gli Schützen trentini vogliono istituire una squadra di volontari capace di intervenire in casi di calamità a fianco della Protezione civile. É una delle novità annunciate dal comandante delle Compagnie trentine degli Schützen, il folgaretano Paolo Dalprà, che ieri ha presieduto l’ìassemblea generale dei cappelli piumati, riunitisi nella sala di rappresentanza della Regione, in piazza Dante.

Dalprà, che a novembre è stato nominato a capo di tutti i corpi Schützen del Tirolo storico e rimarrà con questa carica fino a novembre 2013, ha spiegato all’uditorio (circa duecento i cappelli piumati in assemblea) le sue intenzioni, che riguardano anche una revisione dello statuto che preveda anche un’assicurazione per danni contro terzi per ogni compagnia e un lavoro di uniformazione delle varie compagnie trentine. «É un lavoro importante - spiega il comandante Dalprà - che verrà completato tra un anno, quando ci saranno nuove elezioni. A chi mi succederà lascerò una federazione solida, compatta ma rinnovata».

Gli Schützen, precisa Dalprà, «non sono dei nostalgici. Non sfiliamo per folklore, ma per difendere e diffondere la nostra storia, per tutelare il nostro territorio». E a un anno dalla sua elezione, elenca i numeri di un interesse in forte ascesa. «Quando siamo stati eletti, gli Schützen trentini erano 432. A marzo 2012, cioè dopo un anno, erano saliti a 546, e oggi siamo in 596, quasi seicento». Numeri piccoli a paragone dei fratelli altoatesini, che sono circa 5 mila, ma comunque significativi perché testimoniano un forte ritorno d’interesse verso una tradizione che era stata spazzata via dal Ventennio. Fu infatti il fascismo a sciogliere i gruppi Schützen istituiti nel Settecento. Dalprà si spiega il successo così: «In periodi di crisi economica e perdita d’identità, molte persone tornano a rivalutare la storia e le vecchie tradizioni, legandosi così di più al proprio territorio». Ha le sue ragioni per essere soddisfatto, Dalprà: finora nessun trentino aveva avuto l’onore di comandare (sia pure pro tempore) tutti i corpi del Tirolo storico. «Segno indiscutibile di una fiducia che gli stessi corpi altoatesini ci hanno manifestato, anche attraverso le parole di Elmar Thaler, comandante degli Schützen altoatesini, la cui stima ci riempie di orgoglio» commenta Dalprà. «Sentiamo la necessità di un ritorno allo spirito originario degli Schützen, all’impegno civiloe e alla difesa del territorio e della nostra autonomia». Franco Panizza ha a sua volta preso parte all’affollato incontro in Regione per affermare la necessità «di recuperare la nostra storia passata per inserirla in un contesto multilinguistico e vicino al mondo tedesco come l’Euregio. Avevamo visto giusto - conclude Panizza - quando anni fa abbiamo iniziato questo percorso».













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