Santini: «Berlusconi non è più difendibile»

Il senatore trentino del Pdl: il presidente del consiglio non può permettersi queste libertà


Robert Tosin


TRENTO. Non ha dubbi, Giacomo Santini, nel censurare i comportamenti del suo premier, Silvio Berlusconi. Dal punto di vista etico morale la condanna è assoluta. Il senatore non ha niente a che fare, dunque, con la selva di suoi colleghi parlamentari che accorrono a tutte le trasmissioni televisive per difendere il presidente del consiglio.
E questo ne fa una voce fuori dal coro, un "bacchettone moralista" secondo chi è prontissimo a catalogare tutti con un'etichetta indelebile.
Lei non difende Berlusconi.
Dal punto di vista etico morale no di certo. I comportamenti privati di una personalità istituzionale sono influenti. Questo genere di libertà non vanno bene. Dal punto di vista giudiziario sto anch'io aspettando di capire quali sono i reati. Però non attendo i tre gradi di giudizio per dire che queste cose non si fanno.
Fiducia nella magistratura?
E' evidente che c'è una congiura da parte di un gruppo di magistrati. A Milano c'è una congiura in atto. Ma non sono tutti così.
E' una situazione che non fa bene al partito.
Certo che no. Perché si rischia di pagare tutti per la colpa di pochi. Io l'ho detto chiaro: noi di periferia ci dobbiamo mettere la faccia, andare a raccogliere i voti in piazza. E la gente ci chiede conto di questa situazione. Ci chiede come mai in Trentino per due anni e mezzo non c'era un coordinatore, ci chiede del comportamento del presidente del consiglio, ci chiede delle incongruenze del nostro partito a livello nazionale.
Non è questa la politica che aveva in mente.
La politica è una cosa bella, un'esperienza importante. Peccato che sia rovinata dai partiti, un male necessario per le elezioni. Ecco, secondo me dovrebbero solo essere delle agenzie elettorali, niente di più.
Questo significa che vuole lasciare?
Sa che ci ho pensato? Più volte anche. Piantare tutto e starmene a casa. Mi ha frenato solo il fatto che sono stato eletto in una circoscrizione e non in una lista e sarebbe quindi necessario tornare alle urne con dispendio di soldi.
E allora aspetta con ansia la fine della legislatura per ritirarsi?
Non voglio dare a nessuno la soddisfazione di considerarmi già fuori dai giochi. Questa è una decisione che prenderò solo io. E comunque non ho bisogno della politica.
Ma lei riesce a vedere un Pdl senza Berlusconi?
Detto che il Pdl ancora non c'è, quando Berlusconi passerà la mano si tornerà separati. E speriamo che Tremonti prenda in mano la situazione e non si occupi solo della politica economica.
Mai stato tentato da Fli o da altre casacche?
Futuro e libertà si è rivelata una grandissima delusione. Fino a due mesi fa condividevano tutte le decisioni di governo, ora sparano a zero con una violenza verbale che nemmeno l'Idv. Non cambierà mai partito. Semmai mi ritirerò.
Il suo collega in Senato, Claudio Molinari, ha dichiarato che potrebbe lasciare il Pd. Anche lui deluso, forse come lei.
Non conosco nel dettaglio le sue motivazioni, però se parla di oligarchie all'interno del partito condivido in pieno la sua delusione. All'interno dei partiti vi sono personaggi che non pensano al bene comune. Per questo dico che i partiti rovinano la politica. E per chi è partito come me con grande entusiasmo è una delusione profondissima. Paradossalmente Forza Italia funzionava meglio quando era un movimento. E tale avrebbe dovuto restare, secondo me. Ora se qualcuno ha un'idea si trova subito una stroncatura solo perché l'ha detta qualcun'altro. Non è il mio modo di fare politica.

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