Saldi liberalizzati in TrentinoAlcuni negozi sono già partiti
I 600 iscritti a Federmoda (Unione) hanno fissato la loro data di inizio dei saldi per il 3 luglio. Un modo per evitare di farsi male da soli andando in ordine sparso. Ma la legge provinciale è chiara: le liquidazioni si possono fare tutto l’anno, anche in giugno. E qualcuno è già partito per conto suo
TRENTO. In tempi di crisi e di saldi liberalizzati, i commercianti cercano di fare quadrato. I 600 iscritti a Federmoda (Unione) hanno fissato la loro data di inizio dei saldi per il 3 luglio. Un modo per evitare di farsi male da soli andando in ordine sparso. Ma la legge provinciale è chiara: le liquidazioni si possono fare tutto l’anno, anche in giugno. E qualcuno è già partito per conto suo.
Spesso chi vuole bruciare le tappe usa la formula della vendita promozionale, che ha il solo svantaggio di obbligare il negoziante a far trascorrere due settimane prima dell’avvio dei saldi veri e propri. Per questi ultimi il discorso è diverso: non hanno più le stagioni predefinite di una volta, ma non possono durare più di due mesi e devono essere distanziati di almeno uno tra un periodo e l’altro. Poi ci sono gli adempimenti burocratici. «Il negoziante deve darne comunicazione alla Camera di commercio e al Comune 15 giorni prima», spiega Aldi Cekrezi, responsabile sindacale di Assonet Confesercenti. «Lo scopo è che l’ente di controllo faccia delle verifiche prima che il negozio entri nei saldi. Il commerciante ha l’obbligo di esporre il cartellino con il prezzo originario e la percentuale di sconto. In vetrina si può usare la parola “saldi” solo a comunicazione avvenuta».
Gianni Gravante, presidente di Federmoda, ha riunito i soci per trovare una linea comune. «Considero questa legge che liberalizza come una prima fase di rodaggio e lo stesso assessore è di questo avviso», afferma. «Noi ne abbiamo approfittato per fare del marketing associativo, per cercare cioè di metterci d’accordo. Ci siamo riuniti e abbiamo fissato la data al 3 luglio, in concomitanza con quella di molte altre città italiane: sappiamo benissimo che i saldi partono quando ne parla la tv. Ovviamente chi vuole può iniziare prima, in base alla legge, ma la categoria è unita. Probabilmente ci saranno fughe in avanti da parte di qualche catena di franchising, che ha bisogno di rinnovare frequentemente l’assortimento». I saldi sono attesi sia dai venditori che dai clienti: «C’è bisogno di fare cassa e questo va a tutto vantaggio del consumatore che troverà assortimenti a prezzi molto appetibili».
Diversa la scelta di Confesercenti, dove si è preferito lasciare libertà ai soci. «Tra commercianti non ci siamo seduti a un tavolo e non c’è una decisione univoca», conferma Massimo Gallo, presidente di Assonet. «Il 3 luglio? Sì, alcuni hanno in mente quella data, ma altri partiranno l’ultima di giugno». I saldi restano un momento importante della stagione: «Per i negozi che li praticano, la stragrande maggioranza dei quali nell’abbigliamento, è un’occasione di vendita in più. Cosa porterà in pratica vedremo. Credo che saremo in linea con l’andamento degli ultimi anni».
Gallo nega che ci sia una flessione delle vendite nelle settimane precedenti: «L’acquisto primavera-estate si basa molto sull’esigenza: se vai al mare acquisti quello che ti serve. Ai saldi magari prendi qualcos’altro, cerchi l’occasione in più. Diverso l’inverno, dove la merce è più cara e il consumatore aspetta. Sono quelli, per gli affari dei negozianti, i saldi più pesanti».
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