Rurale di Lavis e Cembra, l’utile cala del 38 %

In vista dell’assemblea i vertici Villotti e Eccher presentano il bilancio: «La crisi si sente, ma il patrimonio è solido (79 milioni) e c’è il segnale di ripresa»


di Daniele Erler


LAVIS. Il 2013 è stato un anno difficile per l'economia locale: la crisi si è fatta sentire, colpendo un po' tutti i settori, ed in particolare quello edilizio e del porfido, ma anche quello dei trasporti, ed in generale il commercio.

Questa situazione è ora confermata anche dal bilancio della Cassa Rurale di Lavis e Valle di Cembra, che sarà discusso durante l'assemblea dei soci, convocata venerdì 9 maggio, dalle 18, al Palavis. I dati parlano comunque di un utile netto di circa 1 milione e 450 mila euro, ma il bilancio è in flessione di quasi il 38% rispetto al 2012, quando l'esercizio si era chiuso con un utile superiore ai 2 milioni di euro.

«È stato un anno assai impegnativo», conferma il presidente (in scadenza, ma si ricandiderà) Ermanno Villotti. «La congiuntura negativa si è fatta sentire, ed ha picchiato duro». «La Cassa Rurale – spiega il direttore Diego Eccher – è territoriale, e nei dati non può che rispecchiare l'andamento dell'economia locale».

«La situazione economica del 2013 – continua Eccher – non è molto dissimile all'anno precedente, con gravi difficoltà finanziarie che hanno attanagliato famiglie ed imprese». In questo contesto generalmente negativo, la Cassa Rurale di Lavis e Valle di Cembra mantiene comunque una notevole solidità, con un patrimonio pari ai 79,5 milioni di euro.

Nonostante la crisi, inoltre, nel 2013 non si è smesso di erogare credito. «I dati – commenta Eccher – parlano di ben 753 mutui, per quasi 44 milioni e mezzo di credito nuovo». Le sofferenze (ovvero i crediti di difficile riscossione) sono sì aumentate, ed arrivano ormai ai 42,3 milioni di euro, ma il dato positivo è che la Cassa Rurale, attraverso gli accantonamenti, ne garantisce una copertura per quasi il 45%.

«Questo – spiega Eccher – garantisce una grande tranquillità ai soci».

Continuando con i dati che saranno presentati venerdì, e guardando alle passività, la raccolta è in aumento, sia per la parte diretta sia per quella indiretta. Significa che quella di Lavis è una delle Casse Rurali più importanti del Trentino, per quanto riguarda il dato delle masse intermediate (ovvero l'unione fra gli impieghi e la raccolta), che si attesta sul miliardo e 278 milioni di euro.

Continua anche il sostegno diretto alle comunità locali, con oltre un milione di euro spesi sul territorio, come contributo, ad esempio, alle associazioni e agli eventi culturali.

In conclusione, e stando ai dati di questi primi mesi, quali sono invece le prospettive per il 2014?

«Sarà ancora un anno duro – risponde Eccher – ma intravediamo comunque qualche timido segnale di ripresa».

«È presto per dirlo – conferma Villotti – ma stiamo osservando questi segnali con grande attenzione, nella speranza ci possa essere un'inversione di tendenza, o quanto meno uno stop della regressione».

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FABRIZIO TORCHIO