Rossi: «Cedis, così ridurrò le perdite»

Storo, il candidato presidente del Consorzio spiega il programma: «Puntare sulle telecomunicazioni, lasciare il superfluo»


di Stefano Marini


STORO. Giorgio Rossi, 73 anni, ingegnere elettrotecnico con carriera da dirigente di Enel e Terna. Oggi pensionato e consulente nel campo dell'energia. Storese di nascita trapiantato a Brescia per questioni lavorative. Fino ad ora candidato unico alla presidenza del Cedis. Gli abbiamo chiesto il punto della situazione in vista dell'assemblea generale del 9 maggio che porrà fine al commissariamento del consorzio elettrico di Storo.

Prima di tutto: è finalmente riuscito a ritornare cittadino storese o è ancora in attesa di risposta dall'amministrazione?

A dire il vero sto ancora aspettando. Certo, sono fiducioso sul buon esito della pratica, i termini per la risposta del Comune scadono fra una settimana ed i vigili mi sono venuti a trovare già 5 volte. Diciamo che problemi non dovrebbero essercene.

Fino ad oggi la sua è l'unica candidatura alla presidenza del Cedis, quindi, salvo sorprese, la sua elezione appare sicura. Quale sarà il primo atto da presidente?

Il mio primo atto sarà sicuramente effettuare una due diligence, un esame approfondito sullo stato di salute della cooperativa, per verificare lo stato delle cose nei dettagli.

Il Cedis è reduce da problemi finanziari che hanno portato ad un lungo commissariamento. Quali soluzioni intende adottare per risolverli?

Ad oggi l'indebitamento appare ancora eccessivo. Tuttavia so che è in via di riduzione. Questo trend dipende da due fattori: la producibilità degli impianti legata sostanzialmente all'andamento delle precipitazioni e gli investimenti necessari sugli asset esistenti. La due diligence serve proprio a separare ciò che è necessario da ciò che è superfluo. Ritengo le condizioni di livello d'indebitamento ottimale siano raggiungibili in 2 o 3 anni.

Quali saranno le linee guida che animeranno la sua gestione?

Per ciò che riguarda le linee guida direi che la mia gestione sarà animata dalla volontà di promuovere l'efficienza del consorzio, focalizzare l'attenzione sul comparto telecomunicazioni allo scopo di ridurre la perdita di esercizio, attenzione al socio come parte fondamentale della cooperativa. Intendo potenziare lo sconto soci a famiglie ed imprese restituendo quanto più possibile degli oneri che il Cedis risparmia come auto-produttore. Naturalmente, attenzione allo sviluppo cogliendo tutte le opportunità per aumentare la produzione di energia e quindi incrementare i vantaggi derivanti dalle esenzioni di cui il Cedis gode.

Oltre all'elezione del nuovo presidente i soci del Cedis saranno chiamati a rinnovare le cariche sociali. Quale a suo giudizio il profilo del candidato ideale?

Serve che il buon amministratore sia prima di tutto animato dallo spirito di servizio verso i soci. In secondo luogo servono competenze utili al consorzio, conoscenze amministrative e tecniche o almeno una base sulla quale costruirle. Naturalmente è necessario non essere portatori di interessi in conflitto con quelli del Cedis o essere percepiti come tali. Infine serve una visione volta al futuro della cooperativa e al miglior sviluppo possibile per essa.













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