Ristoratore palpeggia cameriera
Il gestore di un kebab del centro, 58 anni, accusato di violenza sessuale su una ragazza di 18 anni
TRENTO. Ha approfittato di una sua dipendente di appena 18 anni. L'ha toccata più volte per almeno due giorni di seguito nelle parti intime, l'ha fatta andare in un locale appartato e ha cercato di baciarla più volte. Per questo motivo, il pubblico ministero Pasquale Profiti ha chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale di un cittadino marocchino di 58 anni gestore di un noto kebab del centro cittadino. I fatti risalgono al 4 e al 5 ottobre scorsi. A subire le pesanti attenzioni dell'uomo una ragazza italiana poco più che maggiorenne. La ragazza, comunque, ha avuto il coraggio di denunciare quell'uomo tanto più grande di lei.
Secondo il racconto fatto dalla giovane, il 4 ottobre, il gestore del kebab, approfittando del fatto che il locale fosse vuoto, le avrebbe palpato il sedere. Non pago del fugace approccio, il datore di lavoro della ragazza le ha ordinato di andare al piano di sotto, nel magazzino, con la scusa di andare a cercare un attrezzo per tagliare la carne. La ragazza ha obbedito, ma l'uomo l'ha seguita e l'ha abbracciata da dietro e, poi, l'ha tirata con forza a sé. Poi avrebbe messo la sua mano sinistra sotto la maglietta della giovanissima dipendente e le avrebbe toccato i seni. A questo punto, la ragazza si è messa a piangere. Ma il gestore del locale non si è per niente impietosito. Ha proseguito a toccarla e, dopo averle asciugato le lacrime, le avrebbe afferrato il volto con entrambe le mani per baciarla prima sulla guancia e poi sulla bocca, sul naso e sulla fronte. Si è fermato solo quando la ragazza si è tirata indietro e gli ha urlato tutta agitata: «No! No! Non si può fare».
Il gestore del kebab, però, non si è dato per vinto. Tanto è vero che il giorno successivo, mentre la giovanissima dipendente stava pulendo il bancone della pizza, l'avrebbe presa per le spalle tirandola a sé. Per cercare di convincerla che non si trattava di un approccio di carattere sessuale, avrebbe iniziato ad accarezzarle le spalle. Ma, poi, ha repentinamente iniziato a toccarle il seno. La ragazza, però, è riuscito a sfuggire a quella sorta di attacco da polipo e poi è andata a presentare denuncia. Poi le indagini hanno raccolto altri elementi di riscontro e la Procura ha chiesto il decreto di fissazione del giudizio.
L’accusa è gravissima: violenza sessuale aggravata. Infatti, secondo il pubblico ministero, l’uomo avrebbe agito abusando del potere che gli derivava dal fatto di essere il datore di lavoro della ragazza. Secondo l’accusa, la giovane avrebbe avuto più timori a resistere alle pesanti avances di quell’uomo proprio perché era la stessa persona che gli pagava lo stipendio. Adesso sarà il giudice a decidere sulle accuse mosse dalla ragazza. La polizia giudiziaria ha già raccolto una serie di informazioni, ma la difficoltà principale sta nel fatto che ai due episodi non ha assistito nessuno.
Infatti, secondo quanto raccontato dalla vittima, il datore di lavoro ha atteso che il locale fosse vuoto per entrare in azione e toccare la ragazza nelle parti intime. Un’esperienza che la diciottenne certamente non dimenticherà tanto facilmente.
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