Regione, lite sui posti. Slitta l’elezione
La giunta ancora non c’è: consiglio rinviato al 27 febbraio. Fuoco di fila delle minoranze: «Vergogna, siamo al poltronificio»
TRENTO. A oltre tre mesi dalle elezioni del 28 ottobre, la maggioranza di centrosinistra non è ancora riuscita a trovare un accordo sulla nuova giunta regionale. E così ieri, come già si era intuito dal nulla di fatto del vertice di martedì sera a Bolzano, il consiglio ha rinviato l’elezione del presidente e dell’esecutivo.
Ieri mattina a Trento la seduta del consiglio regionale è durata un’ora e mezza. Dopo soli venti minuti è stato il capogruppo della Svp Dieter Steger a chiedere in aula il rinvio dei lavori, senza poter evidentemente esplicitare le vere ragioni, ovvero lo scontro ancora in corso dentro la maggioranza, e in particolare i casi Bizzo (Pd) e Noggler (Svp) che il presidente altoatesino Arno Kompatscher si trova a dover risolvere (ne riferiamo nell’articolo sotto, ndr).Seduta sospesa prima di mezzogiorno, tutto rimandato al 27 febbraio, data della prossima convocazione dell’assemblea. Consiglieri a casa sotto il fuoco di fila delle minoranze che hanno duramente attaccato la maggioranza: «Vergogna». «È scandaloso, indecente», ha tuonato il leghista Claudio Civettini, che al momento di votare (a scrutinio segreto) il rinvio della seduta, ha strappato per protesta la propria scheda. «La Regione è l’unica garanzia per le nostre autonomie e voi la state trasformando nella pattumiera dei posti. Saremo pronti a fare opposizione anche con l’ostruzionismo». «Ci vorrebbero le telecamere di Porta a Porta, se questo è l’esempio che date», ha rincarato il capogruppo Maurizio Fugatti. Per Rodolfo Borga (Civica) «si è toccato il punto più basso dell’aula, con un’impasse vergognosa per trovare un posto a tutti». «Siete come i commensali del Titanic che ascoltano l’orchestrina mentre la nave affonda - ha attaccato - voi continuate a mangiare alla mensa regionale senza il minimo pudore». Giacomo Bezzi (Forza Trentino) annuncia che valuterà di autosospendersi se entro il 27 non sarà trovata un’intesa che garantisca il funzionamento della Regione: «Altrimenti stiamo qui a rubare i soldi».
Le accuse piovono anche dai banchi altoatesini. «Risparmiateci questo spettacolo», accusa Pius Leitner (Freiheitlichen). «Siamo alla poltronifici riuniti spa», insorgono i 5 Stelle con Paul Koellensperger, «noi siamo per la staffetta totale tra gli assessori provinciali che eviterebbe indennità aggiuntive». Sdegnata Brigitte Foppa (Verdi): «Svilente. In aula ci sono degli studenti che ci stanno guardando e vedono questo, è tristissimo». Per Andreas Poeder (Misto) è «la prova che la Regione non ha più alcun senso». Il presidente Diego Moltrer, duramente attaccato da Civettini («Sta facendo il presidente del suo partito, non del consiglio, dovrebbe dimettersi»), mette ai voti la proposta di rinvio della seduta: 44 sì, 16 contrari, 7 bianche, una nulla, 2 non votanti. Tutti a casa, ci si rivede il 27. Forse, per allora, con la nuova giunta.
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