Regione, 60 milioni per il polo giudiziario
Sì all’assestamento di bilancio. Partecipate, Rossi annuncia dismissioni di AirAlps, Interbrennero e Trento Fiere
TRENTO. Sessanta milioni di euro per ristrutturare il polo giudiziario di Trento, 110 milioni per il fondo strategico, di cui 85 alla Provincia di Bolzano e 25 a quella di Trento. Dalla «Regione salvadanaio», come l’ha definita la Corte dei Conti un mese fa, le due Province autonome attingeranno «risorse destinate a politiche per lo sviluppo del territorio», ha spiegato ieri in aula il presidente Ugo Rossi nella sua relazione all’assestamento di bilancio. Trento ne destinerà la gran parte ai nuovi uffici giudiziari, Bolzano ha programmato investimenti nella Protezione civile, nel fondo di rotazione, nei settori agricoltura e foreste, mobilità e infrastrutture pubbliche. «Un’assegnazione quasi fosse un fondo di riserva delle due Province, è da secoli che diciamo che ormai la Regione è un bancomat», l’affondo del consigliere di Progetto Trentino Walter Viola.
Anche ieri il clima in consiglio regionale si è surriscaldato, con le opposizioni (Andreas Poeder e Rodolfo Borga) che hanno chiesto di sospendere i lavori criticando le assenze in maggioranza: «Abbiamo garantito noi il numero legale per tutta la mattina per la ratifica dei nuovi Comuni dopo le fusioni. Ma su un atto politico come il bilancio manca la maggioranza altoatesina». La presidente Chiara Avanzo ha ritenuto la richiesta insostenibile e i lavori sono proseguiti.
Il bilancio prevede tra l’altro il riconoscimento, dal 1° gennaio 2015, dei trattamenti economici connessi alle progressioni e ai passaggi interni dei dipendenti conseguiti nel quadriennio 2011-2014. Stanziato 1 milione 350 mila euro per le spese di attivazione dei nuovi Comuni esito delle fusioni (ieri il consiglio ha ratificato 15 nuovi Comuni: Altavalle, Altopiano della Vigolana, Amblar-Don, Borgo Chiese, Borgo Lares, Borgo Castel Ivano, Cembra Lisignago, Contà, Madruzzo, Porte di Rendena, Primiero San Martino, Sella di Giudicarie, Tre Ville, Vallelaghi, Ville d’Anaunia). Un capitolo ad hoc Rossi lo ha dedicato alle partecipate, finite nel mirino della magistratura contabile. Ha rivendicato l’utilità di società come Pensplan e A22, mentre per le altre - ha spiegato - «c’è la volontà di avviare un percorso di dismissioni». Vale per Trento Fiere e Fiera Bolzano («da concordare con le due Province»), per AirAlps («abbiamo provato a vendere la nostra quota ma il tentativo è fallito, le perdite sono però di soli 180 mila euro») e per Interbrennero («si sta valutando una partecipazione maggiore di A22 per valorizzare il traffico su rotaia»). Quanto a Mediocredito, Rossi conferma l’intenzione di potenziarlo come banca di sviluppo territoriale.
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