«Questa politica ci costa troppo»
Lorandi: tagliamo gli sprechi, più sobrietà nella gestione della cosa pubblica
ROVERETO. «Difronte all'emergenza economica le persone impegnate in politica devono dare un contributo concreto di sobrietà e di responsabilità, tagliando le spese ed eliminando i privilegi». Lo afferma il Pd roveretano che ha votato all'unanimità un documento sui costi della politica. Una politica che costa troppo e che impone, «in risposta anche alle sollecitazioni dei cittadini», tagli a tutti i livelli, da quello nazionale alle circoscrizioni.
Il segretario Fabiano Lorandi l'altra sera ha chiamato a raccolta il direttivo, gli assessori comunali, i consiglieri comunali e circoscrizionali per un confronto che ha portato alla stesura di un documento da inviare agli organi provinciali del partito per poi impegnarsi nelle sedi opportune. «Anche noi vogliamo contribuire con una serie di proposte ai vari livelli. A quello comunale - specifica Lorandi - possiamo e dobbiamo fare qualcosa. Ad esempio modificando il regolamento d'aula del consiglio per ridurre i tempi di intervento su mozioni, interrogazioni, ordini del giorno: meno consigli significa meno gettoni e minor rimborsi per le giornate retribuite ai consiglieri. Eppoi si dovranno individuare e applicare criteri di sobrietà da parte degli amministratori e della struttura comunale per l'utilizzo del patrimonio, strumenti e mezzi di trasporto».
Ridurre numero e retribuzioni dei parlamentari; rivedere i vitalizi; eliminare tutti i privilegi; norme più rigorose sull'incompatibilità tra diversi incarichi: queste le richieste a livello nazionale. A livello locale, il Pd punta a «ridurre le indennità, le diarie, i gettoni di presenza del presidente della giunta, del consiglio, degli assessori e dei consiglieri provinciali, dal presidente del consiglio comunale, del sindaco e dei presidenti di circoscrizione, dei consiglieri comunali per quanto riguarda la partecipazione alle commissioni comunali, dei presidenti e dei consiglieri dei Cda di società partecipate». Una riduzione del numero di consiglieri provinciali, delle comunità di valle, comunali e cirscrizionali, dei componenti i Cda delle società partecipate che potranno far parte di un solo Cda: questi gli interventi sollecitati dal Pd che chiede inoltre l'accorpamento dei Comuni con meno di 1000 abitanti.
A livello comunale la proposta è di ridurre i consiglieri comunali da 40 a 30/32, i consiglieri circoscrizionali dovrebbero diventare 7 nelle circoscrizioni fino a 3000 abitanti e 10 oltre i 3000 lasciando comunque invariato il numero delle circoscrizioni «quali organismi di partecipazione importanti per la città. Da eliminare, invece, i gettoni di presenza per recuperare la dimensione del volontariato» come afferma Lorandi. Gettoni che resterebbero per i consiglieri comunali, ma dimezzati per la partecipazione alle commissioni comunali. «Le istituzioni possono e debbono essere governate con efficienza e sobrietà soprattutto in un momento di crisi che investe molte famiglie. Senza demogogia o populismo: un segnale, forte, la politica, sollecitata anche dai cittadini, lo deve dare» conclude il segretario del Pd.