Provincia di Trento: tutti d'accordo sulle nuove spese
Consiglio, difesa «trasversale» per l'invio del giornalino che costerà 100 mila €
TRENTO. Maggioranza e opposizione - di solito divise anche sulle più insignificanti minuzie della politica - questa volta si ritrovano unite nella difesa trasversale della costosa elezione di Bruno Dorigatti alla presidenza del consiglio. «Diversamente non si poteva fare» - spiega la maggioranza. E il Pdl aggiunge: «Si guarda la pagliuzza, mentre la giunta spende 10 volte di più». Giorgio Lunelli, capogruppo Upt, è stato tra i più attivi esponenti della maggioranza nella mediazione sul documento «imposto» dalle minoranze per accettare la candidatura Dorigatti. Lunelli oggi rivendica il risultato di aver «ridimensioto» le richieste delle opposizioni: «Loro chiedevano l'invio mensile di ogni numero del giornalino del Consiglio a 180 mila famiglie. Una follia, con costi insostenibili. Siamo riusciti a contenere la richiesta ad un solo invio. E' vero che anche questo compromesso peserà (per una cifra vicina ai 100 mila euro, ndr) sul bilancio del Consiglio, ma credo abbiamo ottenuto una mediazione onorevole». Ma è stato giusto spendere questi soldi per inviare un giornale cartaceo quando invece si poteva investire in un rafforzamento della comunicazione sul web, certamente più proiettata al futuro? «Fosse dipeso da me, avrei certo scelto questa seconda strada, ma le minoranze - conclude Lunelli - ne hanno fatto una questione di principio legata alla difesa delle opposizioni». Anche Luca Zeni - capogruppo del Partito Democratico e altro attivo mediatore - difende il risultato raggiunto al termine della trattativa: «Il rischio - spiega - era di far slittare l'elezione del presidente per molti mesi, bloccando di fatto il funzionamento dell'aula in un momento in cui ci sono da approvare disegni di legge importantissimi per la vita dei cittadini, come quello sulla famiglia». Detto per inciso: le sedute del consiglio provinciale sono tutte riprese in diretta dalla tv e sul sito del consiglio provinciale sono riportate le cronache delle stesse sedute oltre a dettagliate sezioni con tutti gli atti proposti dai consiglieri. Tuttavia Zeni ammette che «la richiesta di maggiori spazi di informazione dell'attività dell'aula non sia sbagliata. Si tratta - spiega - di costi della democrazia che adesso potremo cercare di bilanciare tagliando altre spese. Certo, fosse stato per noi non avremo mai aperto i cordoni della borsa per l'invio del giornalino, ma le minoranze si sono imposte mettendo sul tappeto un diritto di veto sull'elezione del presidente. Ingaggiare una lotta dall'esito incerto per l'invio di una copia del giornale non valeva la candela». Walter Viola (capogruppo del Pdl) invita a spostare le critiche non tanto sul «contenuto impegno economico» che costerà l'invio a 180 mila famiglie del giornalino del consiglio, quando alla spesa «quindici volte superiore che la giunta provinciale impiega per far conoscere le proprie attività». Ieri in serata è giunta anche una nota dei membri dell'ufficio di presidenza Pino Morandini, Alessandro Savoi e Claudio Eccher: «Al fine di contenere i costi abbiamo già provveduto a ridurre l'invio dei periodici consiliari accorpando "Consiglio provinciale cronache" con "Documenti dal Consiglio". Consiglio provinciale cronache rappresenta l'unica voce a disposizione di tutti i consiglieri provinciali e inoltre c'è un costante contatto con Poste italiane per spuntare i prezzi più bassi».