Prima casa o comodato Ecco quanto peserà l’Imu
Esempi concreti, quartiere per quartiere, di quanto si dovrà versare nelle casse del Comune. Per le seconde case e per i garage è una vera mazzata
TRENTO. La selva intricata dell’Imu turba il sonno dei trentini. Il Comune ha inviato a casa il calcolo dell’imposta da pagare. Tutto si basa sulla rendita catastale degli immobili. Mentre l’imposta per la prima casa, anche grazie alle detrazioni per i figli, non si discosta in maniera nettissima dalla vecchia Ici, pur essendo comunque più alta, per le seconde case siamo di fronte a una vera e propria stangata. In questa categoria rientrano anche gli immobili concessi in comodato gratuito. Si tratta del tipico caso dei genitori che danno una casa in uso al figlio. In questo caso c’è stato un netto aumento rispetto alla vecchia imposta perché, in precedenza, gli immobili di questo tipo erano considerati come prima casa. Ma guardiamo nel dettaglio alcuni casi concreti registrati a Trento, tenendo presente che le rendite catastali variano in base alle caratteristiche dell’immobile, ma non in base alla zona in cui si trova.
Prima casa di 8 vani a Piedicastello: Una famiglia di 4 persone, i genitori con due figli minorenni, nel quartiere di Piedicastello che possiede una casa di 188 metri quadrati, con 8,5 vani, paga 231 euro in totale. La rendita catastale è di 790,18 euro. L’imposta lorda dovuta al Comune sarebbe di 531 euro. Da questa somma, però si toglie la detrazione di 200 euro per la prima casa, oltre ai 100 euro di detrazione per due figli.
Prima casa trilocale in Clarina: Un single proprietario di un appartamento di 47 metri quadrati netti in Clarina paga 77 euro di Imu. La rendita catastale dell’appartamento è di 334,1 euro, mentre quella del garage è di 77,68 euro. L’imposta lorda dovuta al Comune sarebbe di 277 euro, ma, considerando la detrazione per la prima casa, si arriva a 77 euro da pagare.
Prima casa 9 vani sulla collina est: Una famiglia di quattro persone, i due genitori e due figli minorenni, che possiede un appartamento di 137 metri quadrati con 9 vani paga 322 euro. Il calcolo è semplice. La rendita catastale del solo appartamento è di 759,19 euro, mentre la rendita catastale del garage è di 124,21 euro, oltre al possesso di pertinenze in comune con gli altri condomini. L’imposta netta in totale è di 622 euro. A questi si tolgono i 200 di detrazione prima casa e i cento euro per la detrazione per i figli. Così si arriva a 322 euro.
Appartamento in comodato gratuito a Cristo Re: l’Imu rappresenta una vera e propria stangata per le seconde case e per le case in comodato gratuito. Lo dimostra il caso di un appartamento di 150 metri quadrati e 7 vani in Cristo Re dato in comodato gratuito al figlio del proprietario. Per l’appartamento e per il garage l’Imu è di 1.290,12 euro. L’immobile paga il 7,8 per mille, come le seconde case. La rendita catastale è di 872,81 euro. Se si trattasse di prima casa, l’imposta sarebbe di 586,83 euro cui si dovrebbero togliere le detrazioni previste per la prima casa e per i figli.
Da ricordare che l’imposta deve essere pagata in due rate. La prima scade il 18 giugno, mentre la seconda scadrà il 17 dicembre. Sul calcolo di questa seconda rata c’è ancora molta incertezza dal momento che, secondo i primi calcoli, il gettito effettivo è di molto inferiore a quello preventivato dal governo. Quindi non è escluso che vi possa essere un ritocco. Da sottolineare, ancora, che, quando l’appartamento è cointestato ai coniugi in comunione dei beni, il Comune a comunicato a entrambi il calcolo al 50 per cento.
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