Presanella, la via normale messa in sicurezza

Sistemati dalle guide alpine trentine i sentieri della bocchetta di Monte Nero e quelli sopra la Val di Nardis, a rischio per il ritiro dei ghiacciai

di Marco Benedetti

VAL RENDENA. Tra le conseguenze negative delle trasformazioni - alterazioni climatiche che si registrano oramai da anni anche in montagna vi è la modifica sensibile di alcuni itinerari di salita alle cime. Dove un tempo si camminava su nevai e piccole vedrette di spessore anche ragguardevole, ora si cammina su rocce e sfasciumi e spesso si incontrano salti di rocce instabili creati dall’abbassamento delle masse di neve e ghiaccio in ritiro. Una modificazione anche sensibile di percorsi una volta sicuri e oggi resi più impegnativi per la presenza di questi tratti di rocce scoperte.

Tra questi percorsi divenuti “problematici” anche quello assai frequentato che dalla Bocchetta di Monte Nero porta alla vetta della Presanella, la più alta cima interamente in territorio trentino, passando dal bivacco “Orobica”. Un tempo una classica via di misto che oggi si svolge per lo più sulle rocce che lambiscono le vedrette, sensibilmente ridotte e che ha come base ideale di partenza il rifugio Segantini in alta Val d’Amola da questa stagione gestito da Egidio Bonapace.

Ora la normale alla Cima della Presanella dal versante Est - Sud - Est è tornata nuovamente percorribile in sicurezza dopo un intervento di messa in sicurezza di alcuni tratti dell’itinerario. Va subito precisato che stiamo comunque parlando di un itinerario alpinistico di alta montagna che richiede capacità e una certa esperienza su terreno misto e da affrontare con adeguata attrezzatura. L’intervento di messa in sicurezza è stato fatto dalla Cooperativa Guide Alpine del Trentino ed ha riguardato principalmente l’accesso alla Bocchetta di Monte Nero e il tratto della salita nella zona denominata dei “Caminetti”. E’ stato in pratica realizzato un nuovo accesso attrezzato dalla vedretta di Monte Nero alla Bocchetta di Monte Nero che ora permette di evitare il canalone di sfasciumi che saliva direttamente alla Bocchetta, soggetto a frequenti cadute di sassi. Il nuovo tracciato (sul versante della vedretta di Monte Nero) ora sale a sinistra della Bocchetta e del caratteristico gendarme di roccia che la sovrasta. Sul versante opposto,invece, al posto della precedente scala, circa cento metri più a valle è stato attrezzato un nuovo tracciato che percorrendo una serie di cenge naturali cala sulla vedretta orientale di Nardis. Il secondo intervento ha riguardato invece la zona dei “Caminetti”, un tratto di rocce verticali superate le quali si raggiunge il bivacco Orobica e poi la vetta della Presanella. In questo tratto alcuni fenomeni franosi avevano interrotto la via. E’ stato pertanto attrezzato con la posa di un cordino metallico e un intervento analogo è stato fatto nel canalino che sale verso il Bivacco Orobica.