Pompieri volontari, a Trento la festa degli «angeli»
In piazza Duomo i tredici corpi volontari di Trento e dintorni fra l’entusiasmo e i timori per i tagli al bilancio: grandi applausi dal pubblico
TRENTO. Nuovi mezzi, nuove modalità d'intervento, ma sempre con lo stesso entusiasmo. Sono i vigili del fuoco volontari di Trento capaci di rinnovarsi di generazione in generazione. In questo caso si deve parlare di professione e professionalità, pur trattandosi di uno dei pilastri del volontariato regionale.
Sbaglia chi pensa che fare il volontario possa essere un gioco: si tratta di persone che si mettono al servizio della loro comunità. Sono loro a gestire il primo intervento che in molti casi può essere anche il più pericoloso; sono loro a mettere in sicurezza la situazione; ma sono sempre loro che si mettono al centro degli incroci a dirigere il traffico quando ci sono delle gare; che montano le tensostrutture per le feste o gli alberi di Natale.
A Trento pienone per la festa dei vigili del fuoco volontari
In piazza Duomo sfilano i tredici corpi volontari di Trento e dintorni fra l’entusiasmo e i timori per i tagli al bilancio: grandi applausi dal pubblico (foto Panato)
Ieri per festeggiare Santa Barbara, si sono ritrovati in piazza Duomo: 13 corpi, quasi 300 volontari, per quattro esercitazioni. Hanno monopolizzato l'attenzione di chi passava dalla piazza che non capiva cosa esattamente stava succedendo con tutto quello spiegamento di forze, sirene e fiamme e poi si sono presi l'applauso della città: sfilando orgogliosamente per le vie del centro storico.
All'assessore provinciale Mauro Gilmozzi, chiediamo quale potrà essere il futuro dei vigili del fuoco volontari, alla luce dei sempre maggiori tagli di bilancio: «Ci sarà solo più attenzione alla spesa. Stiamo parlando non solo di una colonna del volontariato trentino, ma anche di un corpo che ha un ruolo fondamentale nell'ambito della Protezione Civile. Con questi presupposti non ci possono essere tagli, ma solo un monitoraggio più attento delle spese».
Ci sono dei Corpi che vorrebbero diventare effettivi: «La premessa è che non ci sarà nessun cambiamento: tutto resterà com'è. Invece, seguendo anche l' indicazione dell'assessore Melarini, si procederà al progressivo restauro delle attuali caserme. In molti casi si tratta di edifici recenti, in altri si possono perfino considerare storici. Quindi meglio puntare sulla riqualificazione, piuttosto che costruire ex novo».
È stato, quello di ieri in piazza Duomo, un pomeriggio con i pompieri al centro dell'attenzione, con tutti i tredici corpi schierati a fianco dei loro mezzi. Al centro della piazza si sono susseguite quattro esercitazioni che sono partite da una situazioni reali come un incendio, seguito dall'intervento in sirena.
È stata anche un'occasione per presentare i nuovi mezzi in dotazione, o le nuove tecniche per spegnere gli incendi. Tra i primi, spazio a «Manitou» in dotazione ai vigili del fuoco di Mattarello, ma a disposizione di più caserme. Si tratta di un gioiellino capace di muoversi in piccoli spazi con una capacità di sollevamento pari a 2500 chili , un braccio telescopico che arriva fino all'altezza di 5,85 metri, con uno sbraccio di 3,40. Per le nuove tecniche, da segnalare quella che permette di spegnere il fuoco negli appartamenti, senza allagarli.