Parte il corso per badanti le italiane sono il 90%

Presentata ieri alla casa di riposo «S. Valentino» di Levico Terme l’iniziativa che intende formare personale qualificato per l’assistenza domestica agli anziani


di Antonio DeCarli


LEVICO TERME. Presentato ieri nella Sala Pierina Negriolli della Residenza S. Valentino il primo corso formativo per assistenza agli anziani rivolto a badanti italiane e straniere. Alla presentazione erano presenti circa 25 persone interessate e per la prima volta circa il 90% italiane. I posti al corso sono limitati: al massimo una quindicina. Venerdì 27 ci sarà il primo di 10 incontri mattutini di 2 ore ciascuno. Come organizzatori sono inoltre intervenuti il direttore della Apss S. Valentino Fabrizio Uez, il vicepresidente, e poi Marco Francescatti, Luciano Lucchi e Alessandra Prighel in qualità di membri del consiglio di amministrazione, l’assessore comunale Arturo Benedetti con l’assessore della Comunità di valle Lidia Tamanini, la consigliera di parità della Provincia Eleonora Stenico, il dottor Mirko Montibeller per Cinformi della Provincia, la dottoressa Claudia Mammani della Cooperativa Le Farfalle che gestirà in pratica il corso.

«Lo scopo - ha esordito Uez - è quello di offrire alle famiglie prestazioni qualificate con l’obiettivo di mantenere le persone anziane nel loro ambiente più confacente alle loro aspettative». L’assessore Benedetti ha spiegato i motivi della adesione ad un progetto, voluto dalla Provincia ed a cascata dalla Comunità di valle e del Comune, che «è finalizzato a dare nuove opportunità di una assistenza qualificata anche dopo l’insorgenza di eventuali malattie o non autosufficienza». La dottoressa Tamanini ha ricordato «la positiva analoga esperienza fatta lo scorso anno nel Perginese, che quest’anno viene ripetuta a Levico anche per dare nuove opportunità di lavoro a soggetti interessati o disoccupati. Non in una logica di mercato del lavoro ma come opportunità, anche a persone locali, di intraprendere una attività forse non considerata negli ultimi anni». Eleonora Stenico ha precisato che «il progetto si propone di valorizzare la positiva esperienza fatta lo scorso anno in un percorso di conoscenza della cultura e delle regole del lavoro locale e di avvicinamento al mestiere di assistenza familiare con lo scopo di dare garanzie a famiglie e lavoratori evitare il lavoro nero quindi con una ricaduta economica positiva anche per la collettività. Questo corso vuole estendere a quest’area una proposta formativa rivolto a nuove destinatarie donne o anche destinatari maschi al fine di far loro acquisire le competenze relazionali di base richieste dall’assistenza familiare». Infine la dottoressa Mammani ha spiegato che «i moduli formativi saranno la cucina con specialità trentine, cucito e piccole riparazioni, miglioramento delle della lingua italiana, lettura dei giornali locali, economia domestica, spesa con uso prevalente di prodotti trentini, cura e miglioramento dell’immagine di sé nel rispetto delle tradizioni di provenienza delle lavoratrici, riordino degli ambienti domestici, compiti di una badante e contratto di lavoro».

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