la sentenza

Occupazione di via Mattioli: 12 condanne

Anarchici colpevoli per l’invasione della villa. Assolti per danneggiamento e violazione di domicilio



TRENTO. Condannati per «invasione di edifici» e assolti dalle accusa di danneggiamento e violazione di domicilio. È finita così (ma i difensori annunciano appello) il primo grado per 12 fra gli anarchici a giudizio per l’occupazione della villetta di via Mattioli.

Un’occupazione scattata il 30 maggio dello scorso anno in concomitanza con l’intervento del premier Renzi al festival dello economia. La pena più severa ( 3 mesi e dieci giorni con un multa da 500 euro) per Massimo Passamani, 43 anni punto di riferimento del gruppo, Sebastiano Gallina, 29 anni, Matteo Nascimbeni, 25 anni, Roberto Mancuso, 31 anni, Giulio Perlotto, 30 anni, Roberto Bottamedi, 25 anni, Ludovica Bragagnolo, 27 anni, Giancarlo Garofalo, 28 anni. Una multa da 600 euro per Mattia Magagna, 23 anni, Carlo Alberto Giacon, 32 anni, Giulio Berlusco, 28 anni, Matteo Fait, 38 anni. Per gli altri tre a giudizio (Manuel Baroni, 34 anni, Francesca Del Fabbro, 24 anni, Martino Degasperi, 25 anni) c’è stata l’assoluzione ma con il rinvio degli atti da parte del gip al pm perché valuti eventuali imputazioni penali diverse.

L'occupazione della struttura, ribattezzata dagli occupanti "Villa Assilo", era andata avanti fino al mattino del 14 luglio del 2015, quando scattò il blitz - 120 le persone coinvolte tra polizia e carabinieri - delle forze dell'ordine che portò allo sgombero dell'edificio all'interno del quale, al momento dell'irruzione, si trovavano solo cinque ragazzi. La procura di Trento contestava agli anarchici "invasione arbitraria di immobile" e "violazione di domicilio".

Il primo reato per l'intero periodo in cui è durata l'occupazione mentre la violazione di domicilio viene contestata perché i ragazzi avevano rimosso i lucchetti sul cancello d'accesso dell'edificio e sulla grata di ferro all'esterno della porta d'ingresso. Ma per il gip l’accusa di violazione di domicilio non sussisteva perché si trattava di un edificio in evidente e perdurante stato di abbandono. Come detto ora i legali (de Bertolini, Mattei) si stanno preparando al possibilissimo appello.

L'occupazione della villa di via Mattioli era seguita di pochi giorni allo sgombero dell'ex asilo di via Manzoni, occupato per tre volte nel giro di cinque anni e alla fine reso a tutti gli effetti "inagibile" dagli operai del Comune.













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