«Nuovo teatro tenda e lavori innovativi nell’area ex Cederna»
Giordano Pontalti (Rifondazione): «Stop alle speculazioni edilizie, ferrovia più efficiente e sinergie con l’Università»
PERGINE. Rifondazione Comunista torna in campo con Giordano Pontalti come candidato a sindaco. Si considera la “vera sinistra”.
In caso di ballottaggio con chi è pronto ad allearsi?
«Non credo siano possibili alleanze senza un serio confronto programmatico. Se vi sarà questa possibilità siamo disponibili al dialogo, ripeto programmatico, sia con il Pd ed i Verdi, che con il Movimento 5 Stelle».
In caso di elezione chi sarà il vice? Gli assessori?
«Diamo tempo al tempo».
San Cristoforo: cosa farà se verrà eletto?
«Innanzitutto proporrò un incontro urgente con la popolazione per tranquillizzarla circa la continuazione di iniziative speculative. Poi, proporrò un concorso di idee circa l’utilizzo a fini ambientali e di turismo non speculativo dell’area. Un progetto che lavori per valorizzare il rapporto fra Pergine e il lago coinvolgendo direttamente sia l’ambito velico e della scuola di vela, l’Università e il Cus, i dragon boats. Si tratta di pensare a strutture e ad attività in scala non a gigantismi e a speculazioni immobiliari. Ovviamente cancellerei la perequazione urbanistica collegata a S. Cristoforo».
E sull’area ex Cederna (e altre questioni urbanistiche)?
«La questione urbanistica per eccellenza a Pergine è lo stop ad ogni nuova edificazione a fini residenziali, lavorando invece per il riuso del patrimonio edilizio finalizzato alla risposta alla domanda edilizia Itea, di lavoratori e ceti medi impoveriti a causa della crisi. Si tratta di pensare ad un piano di edilizia economico popolare che abbia finalità di riordino urbanistico e che disegni quindi, non solo le risposte abitative ma anche i servizi e costruisca una rete urbana che favorisca la socialità, mediante sia le aree verdi concepite come strumento urbanistico non come vuoto edilizio, sia una rete di servizi alla persona che di interesse generale. Sull’area Cederna va pensato un progetto di qualità che costituisca una delle linee di rilancio di Pergine: fare un’area di eccellenza sia dal punto di vista del lavoro che della cultura, una dimensione produttiva dove l’innovazione sia protagonista, legandola alla specificità culturale di Pergine, e valutando se realizzare li il nuovo teatro tenda, in dimensioni sobrie e non ingigantite o speculative come era stato prospettato. Attorno al teatro tenda vanno pensate, con l’Università di Povo, proposte produttive fortemente innovative dove l’artigianato sia davvero arte del lavoro e non mero decentramento produttivo».
E sul trasporto pubblico e sulla viabilità?
«Una parte consistente dei nuovi perginesi lavora fuori Comune e a Trento in particolare. Far divenire la ferrovia della Valsugana metropolitana di superficie nel tratto Trento - Pergine, con corse almeno ogni 30 minuti, darebbe una risposta significativa ai problemi della viabilità. Rispetto alla relazione fra le frazioni pensiamo a politiche di car sharing o a taxi su chiamata, a prezzi agevolati, per arrivare a un trasporto pubblico di vicinato, oggi difficoltoso. Va studiata e messa in opera poi una rete di viabilità e di pedonalità fra le frazioni e il centro di Pergine fatta di parchi urbani fruibili, di piste ciclabili, di percorsi pedonali e di allargamento della chiusura al traffico del centro storico e dei nuclei di antica origine».
Nuovo teatro e teatro tenda: quale futuro?
«Va studiata la sinergia fra le due strutture, in modo da ampliare la offerta culturale; Pergine può giocare un ruolo importante a livello trentino se trova un suo spazio non conflittuale con le altre proposte. Il terreno della musica d’autore e quello legato ad offerte culturali per i giovani può essere una strada, accanto a quello della formazione culturale».
Il suo sogno per la città di Pergine
«Pergine è una città anagraficamente giovane rispetto ad altre realtà trentine. Può essere la capitale della innovazione e della ricerca, legata all’Università, alla qualità urbana ed ambientale, a produzioni industriali, artigiane e agricole, improntate ad un corretto rapporto con il territorio e le sue vocazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA