Nuovo progetto per l’ex Cederna

Il sindaco Corradi: «Uscire dalla Pergine Sviluppo importante quanto sfruttare quest’area strategica»


di Roberto Gerola


PERGINE. Ulteriore rinvio per la sottoscrizione del nuovo capitale sociale di Pergine Sviluppo. Il termine è stato fissato il 21 giugno.

«L’area ex Cederna di via Bellini - dice il sindaco Silvano Corradi a questo proposito - è troppo importante per lasciare che le cose vadano avanti per forza d’inerzia. Il ruolo del Comune è determinante e non vogliamo assolutamente perdere l’occasione. La richiesta dei soci di Pergine Sviluppo (Assoartigiani e Comune di Pergine, ma la prima principalmente visto che ha il 75% delle quote, ndr) è stata quella di un’ulteriore proroga». Corradi poi aggiunge: «A scanso di equivoci ribadisco la volontà dell’amministrazione comunale di uscire dalla società, ma ci sono di mezzo alcuni aspetti importanti». E li illustra.

Innanzitutto, c’è la decisione del consiglio comunale di dare mandato al sindaco di recuperare gli 80.000 euro sottoscritti come quote nei due “momenti” in cui i debiti si sono mangiati il capitale sociale. E lo continuano a fare vista che c’è la necessità di un’ulteriore e ben più gravosa sottoscrizione (100.000 euro più i debiti). Poi, ed è l’elemento più importante.

«Il Comune non può stare alla finestra - spiega il sindaco - e non dire la propria su un’area di 25.000 mq così strategica dal punto di vita urbanistico per Pergine, ma anche come elemento importante in questo momento di crisi economica. Investire in questa area è necessario, e occorre intervenire anche con un nuovo progetto».

La tesi di un nuovo progetto, non è nuova. Era emersa all’indomani della elezione di Corradi a sindaco proprio per poter uscire da un’“avventura” iniziata male fin da subito nonostante le molte esortazioni espresse affinché il Comune non si imbarcasse nella vicenda ancora nel 2003.

«In sostanza - dice Corradi - occorre che il progetto sia rivisto per adeguare l’utilizzo dell’area alle esigenze attuali, poi si potrà discutere e ricercare altre fonti di finanziamento. Il progetto redatto quasi dieci anni fa non regge più. Occorre prospettare qualcosa d’altro che tenga anche conto delle modificazione intercorse e soprattutto delle condizioni economiche cambiate da qualche anno a questa parte».

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