Nascondiglio di droga lungo il Fersina
I cani della Finanza hanno scovato 3,6 chili di hashish disseminati nel parco. Quattro arresti, due giovani segnalati
TRENTO. Il parco del lungo Fersina come nuovo nascondiglio della droga. Lì, in un luogo considerato evidentemente insospettabile, dove i bambini vanno a giocare accompagnati dalle mamme e i cani a scorazzare, venivano nascosti ovuli e panetti di stupefacenti.
È la realtà emersa dall’ennesima operazione antidroga della Guardia di Finanza. La droga, abilmente nascosta o sotterrata, non è sfuggita alle narici dei cani antidroga delle Fiamme Gialle, che hanno portato a segno un nuovo risultato dopo il sequestro, alcuni giorni fa, di 10 chili di hashish che erano stati abilmente occultati in un’auto vicino al casello di Trento sud.
Ieri i cani sono stati sguinzagliati nel parco del lungo Ferina, dove hanno scovato altri 3 chili e 600 grammi di hashish, questa volta disseminati nei “giardini botanici”, e sequestrati dalla Guardia di Finanza insieme a diverse dosi di cocaina ed eroina nascoste addosso ad alcune persone. Una squadra di finanzieri, in tutto una decina di uomini tra cui elementi dell’unità specialistica del gruppo operativo antidroga, ha fermato ieri 8 persone di età compresa tra i 18 ed i 45 anni, di nazionalità tunisina e marocchina. Quattro sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti e due segnalate.
Un grosso quantitativo di droga “su piazza” che, abilmente occultato tra i cespugli e in molti casi sotterrato, era suddiviso in alcuni panetti incellophanati di colore scuro ed in 133 ovuli disseminati nel terreno. Un sistema di confezionamento, quest’ultimo, che viene utilizzato per trasportare la droga all’interno del corpo umano, sfuggendo a qualsiasi tipo di controllo, anche se effettuato con l’intervento dei cani: gli ovuli di droga vengono spesso ingeriti anche con l’ausilio di sostanze decontratturanti e sedative della muscolatura dell’esofago, e vengono poi espulsi in luoghi ritenuti sicuri, dove solitamente vengono anche nascosti.
Solo un esame radiologico è in grado di individuarne la presenza all’interno del corpo umano, quando viene rilevata una ricorrente e, di solito, massiva presenza di forme ecografiche simmetriche ed opache nelle zone dello stomaco e dell’intestino.
L’intervento di ieri sul Lungo Fersina - spiega la Guardia di Finanza - si inserisce nell’ambito di un piano di collaudato controllo quotidiano delle vie e dei parchi della città, disposto dal Comando provinciale di Trento per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti su piazza, un’azione che è stata portata avanti negli ultimi anni in particolar modo dalle unità cinofile antidroga “apiol” e “flash” della Compagnia di Trento. «Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti e dei miei militari. Ho personale ed ufficiali dirigenti di primissimo ordine in ogni settore operativo», ha commentato ieri il comandante provinciale della Guardia di finanza, il colonnello Fabrizio Nieddu.
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