Mobbing, ancora troppo sommerso

Pochi i casi che finiscono in tribunale. Il Pd: «Servono una legge ad hoc, prevenzione e un centro specializzato»


di Martina Bridi


TRENTO. «I casi conclamati di mobbing finiti in Tribunale sono ancora pochi, ma in realtà il fenomeno è diffuso, quindi è necessario far emergere il sommerso con un disegno di legge ad hoc e un centro specializzato che aiutino a risolvere il problema». In questo modo il consigliere provinciale del Pd Sara Filippi ha introdotto ieri pomeriggio l'incontro pubblico organizzato in occasione del deposito della proposta di legge “Misure per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo di lavoro” depositato dal Pd. Al disegno di legge presentato lo scorso 23 dicembre su iniziativa dei consiglieri Ferrari, Rudari, Civico, Cogo, Nardelli e Zeni sono seguite altre due proposte, rispettivamente, dei consiglieri Salvatore Panetta (Upt) e Caterina Dominici (Patt).

«Ora siamo impegnati in un tavolo di lavoro a più mani per elaborare un disegno di legge che speriamo sia effettivo già da luglio», ha spiegato la Ferrari. Insieme a lei al tavolo dei relatori erano presenti il consigliere Andrea Rudari, il direttore dell’Unità operativa di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (Uopsal) dell’Apss di Trento Graziano Maranelli, Isabella Speziali dell’Agenzia del lavoro di Trento, il responsabile di Spisal Ulss 22 di Verona e coordinatore del progetto regionale Benessere Marco Renso. Presenti in sala anche Margherita Cogo e alcuni rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria.

«Il disegno di legge vuole essere una presa di posizione e di responsabilità pubblica nei confronti di questo fenomeno con l'obiettivo di coordinare tutti gli attori e gli interventi offerti sul territorio», ha puntualizzato la Ferrari. «In particolare, oltre a promuovere azioni di prevenzione, intervento, formazione e informazione, è necessario istituire un vero e proprio centro provinciale contro il disagio psico-sociale sul luogo di lavoro. Attualmente è l’Uopsal a ricevere le segnalazioni di casi di mobbing, ma per l’accertamento dei singoli casi i trentini devono andare nei centri di Verona o Milano». Il mobbing si verifica in caso di molestie e violenze psicologiche perpetuate in ambito lavorativo e in modo sistematico, intenso e duraturo (almeno per un periodo di 6 mesi), generalmente rivolte verso un singolo individuo che viene messo in una condizione di inferiorità psicologica e impossibilitato a difendersi. Alcuni dati presentati da Renso dimostrano che in Italia a vivere situazioni di mobbing sono circa 1 milione e mezzo di persone: «Ad esserne maggiormente interessata è la categoria delle donne sopra i 35 anni occupate nel settore pubblico». Il mobbing può essere di due tipi: “verticale” nel caso in cui sia il capo ad accanirsi contro un suo sottoposto, “orizzontale” quando è il gruppo che agisce contro un collega.

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