Misure anti crisi, altri 25 milioni di euro
Contributi per ristrutturazioni (anche di condomini) e per l’acquisto della prima casa. L’obiettivo: rilanciare l’edilizia
TRENTO. Venticinque milioni di euro per gettare un po’ di combustibile nei serbatoi esausti dell’edilizia trentina. Sono quelli stanziati dalla Provincia attraverso un nuovo disegno di legge anticrisi, depositato ieri in Consiglio, che lo esaminerà in seduta straordinaria il 7 e l’8 maggio. L’ambito è quello del sostegno dell’economia e delle famiglie, con tre aree specifiche di intervento: l'edilizia, le agevolazioni Irap e il fondo di rotazione a sostegno della provvista finanziaria delle imprese. Un provvedimento che arriva alla vigilia degli Stati generali dell’edilizia, convocati per martedì prossimo, e che al capitolo “Disposizioni finanziarie” disciplina la costituzione di un Fondo per gli interventi anticongiunturali: prevedendo così la possibilità di utilizzare in maniera elastica le cifre stanziate sui vari capitoli di contribuzione, “spostando” da un settore all’altro somma eventualmente non utilizzate. «Puntiamo a favorire la capacità d’investimento che molte famiglie hanno, ma per la quale non si assumono il rischio, visto il periodo di crisi - ha spiegato il presidente della giunta Alberto Pacher - dal momento che tra l’altro risulta che molte famiglie abbiano mantenuto e incrementato la capacità di risparmio». Un altro vantaggio, ha sottolineato Pacher, «consiste nel miglioramento dell’intero patrimonio immobiliare provinciale, all’insegna del risparmio energetico».
Edilizia. Il primo articolo del ddl riguarda “Misure per fronteggiare la crisi del settore edilizio mediante la promozione di investimenti sul patrimonio edilizio esistente”. Si prevedono contributi per interventi edilizi sul patrimonio edilizio esistente sia per interventi su singole unità abitative costituenti prima casa di persone fisiche (fino al 50% della spesa ammessa per un massimo di 100 mila euro) sia per parti comuni di condomini (anche qui fino al 50 per cento della spesa ammessa per un tetto massimo di 300 mila euro). Ammessi a contribuzione gli interventi per i quali la segnalazione certificata di inizio attività o la comunicazione di inizio lavori è stata presentata dal primo marzo 2013. Il contributo è concesso per interventi su singole unità abitative, per interventi di miglioramento energetico, interventi di riqualificazione strutturale, per la rimozione delle barriere architettoniche o altra manutenzione straordinaria. Compresi anche interventi per la rimozione dell’amianto. Si prevede di soddisfare 1.400 domande, cifra stimata sulla base di quanto avvenne nel 2009, quando con 70 milioni gli interventi finanziati (che dettero lavoro a un migliaio di imprese) furono 3.400. La graduatoria verrà stilata sulla base del versamento Imu, che per immobili diversi dalla prima casa non dovrà essere superiore a un limite che verrà fissato a breve. Le spese minime per accedere ai contributi (ma serve una delibera attuativa) dovrebbero essere di 10 mila euro per la prima casa e 20 mila uro per i condomini. L’inizio lavori per la prima casa entro 6 mesi dalla domanda, 12 mesi per i condomini, fine lavori entro due anni dall’inizio.
Acquisto prima casa. Gli incentivi sono previsti nell’articolo 2 del ddl: 4 milioni di contributi annui per una decina d’anni. Le erogazioni potranno arrivare fino a 50 mila euro. Il finanziamento è destinato prima a giovani coppie, sposate o conviventi. I soggetti beneficiari che richiedono il contributo sono posti in graduatoria in ordine crescente in base all’indicatore Icef del nucleo familiare (così come per l’edilizia agevolata), con un indice soglia ancora da definire.
Risparmio casa e fondi pensione. L'articolo 3 prevede in sostanza, per favorire la costruzione o l’acquisto della prima casa (o la realizzazione di interventi di ristrutturazione), che la Provincia costituisce un fondo di rotazione, alimentato con una quota del Fondo regionale territoriale, con uno stanziamento iniziale di 10 milioni, e con ulteriori eventuali risorse pubbliche generate anche dagli strumenti finanziari emessi da Cassa del Trentino. Il fondo è utilizzato da banche convenzionate, per l’erogazione di mutui agevolati a soggetti aderenti ai fondi pensione, che devono impegnarsi a concedere ulteriori finanziamenti (pari all’accantonamento maturato) al destinatario.
Agevolazioni Irap e fondi di rotazione. Con l’articolo 5, lo sgravio Irap per 5 anni introdotto con l’ultima Finanziaria in favore delle nuove aziende viene esteso anche a quelle iniziative produttive che, in sostanza, subentrano ad aziende in difficoltà o cessate, purché garantiscano i livelli occupazionali precedenti. Inoltre, all’articolo 6 si dispone l’utilizzo di fondi regionali per la costituzione di fondi di rotazione ad alimentazione mista per favorire l’accesso al credito delle imprese con finanziamenti a medio/lungo termine.
Una legge “omnibus”. Il ddl comprende anche materie non esattamente riguardanti interventi a sostegno dell’economia e delle famiglie. È il caso dell’articolo 8, che modifica la legge provinciale sulla finanza locale, dopo che Legge di stabilità ha esteso alla Provincia l’obbligo di alimentare il Fondo di solidarietà comunale: norma peraltro impugnata da Piazza Dante. Una partita da 4-5 milioni di euro. In attesa della decisione della Consulta, ora il ddl ripartisce il sacrificio imposto dalla norma statale tra i diversi Comuni. Ma la speranza è che non vi si debba ricorrere. Infine l’articolo 10, relativo agli orari degli esercizi commerciali: per ora non cambia nulla, ha ma prefigura (definendo il percorso di confronto verso un eventuale ulteriore passaggio legislativo) l’adeguamento della legge provinciale ai provvedimenti nazionali di liberalizzazione.
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