«Mi hanno derubato», ma è una truffa
Cavareno, una mail da Londra con richiesta di denaro inviata agli amici di don Mauro Leonardelli. Indaga la Polizia postale
CAVARENO. Don Mauro Leonardelli sta benissimo. Lo diciamo subito, visto che in questi giorni i suoi amici sono stati «bombardati» da mail che comunicavano che il sacerdote quarantaduenne (residente a Cavareno ma titolare di un’unità pastorale che raggruppa otto chiese) è stato derubato di documenti e soldi a Londra. Lui, don Mauro, nella capitale del Regno Unito non c’è mai stato. E’ a Cavareno e fortunatamente i suoi documenti e i suoi soldi non sono stati rubati. Ma c’è il rischio che siano stati spillati con l’inganno a qualcuno.
La mail inviata a tutti i suoi amici e conoscenti non era altro che un tentativo di truffa ed è stato lo stesso don Mauro, con un messaggio su Facebook, a spiegarlo: «Se qualcuno riceve e mail dal mio indirizzo che chiede denaro e dice che sono in inghilterra sappiate che è una truffa! non date denaro! ho già provveduto a denunciare il tutto alle autorità competenti! Io sto bene e sono a Cavareno!», ha scritto il sacerdote.
«Sono entrati nel mio profilo Facebook ed hanno “rubato” tutti i miei contatti - spiega don Mauro - ai quali hanno poi inviato una mail con la quale io avrei chiesto aiuto in seguito ad un furto di documenti e denaro: era quindi segnalato un numero di conto della Western Union, presso un albergo londinese, sul quale versare il denaro. Ovviamente io a Londra non ci sono mai stato. Mi sono già rivolto a carabinieri e polizia postale denunciando il tentativo di truffa».
Don Mauro si è accorto del “furto” dei contatti dopo aver ricevuto numerose telefonate da amici e conoscenti preoccupati: «Mi hanno chiamato in tanti, e devo dire che fa anche piacere - riesce a scherzare il sacerdote - la mia speranza è che nessuno sia cascato nel tranello, la cosa mi dispiacerebbe non poco. Io ho inviato una mail a tutti per avvertirli».
In ogni caso, una spiacevole esperienza: «Non è bello pensare che qualcuno si è appropriato della mia lista di contatti. Non sono un grande utente di Facebook, però la mail la uso moltissimo ogni giorno», spiega ancora il sacerdote.
Ora toccherà alla Polizia postale trentina cercare di risalire al responsabile del tentativo di truffa, compito non facilissimo, visto che spesso partono dall’estero.
Episodi del genere non sono nuovi, anzi, e recentemente hanno avuto anche alcune vittime eccellenti. Tra questi c’è il consigliere provinciale dell’Italia del Valori (e docente universitario) Bruno Firmani: anche i suoi contatti mail erano stati raggiunti da un messaggio con richiesta di aiuto (e soldi) proveniente da Londra. In Alto Adige si contano altri due episodi nelle ultime settimane: uno ha visto come vittima il consigliere comunale di Sel Guido Margheri, un altro Primo Schönsberg, anche lui consigliere comunale a Bolzano, nelle fila del Pd.
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