l'evento

Marcialonga, un affare da 8 milioni

La ricerca di Alice Varesco stima l’indotto nelle valli di Fiemme e Fassa: «Partecipanti con grande capacità di spesa»


di Andrea Selva


FIEMME E FASSA. E’ maschio, di mezza età, scandinavo, istruito, con un buon lavoro e soprattutto un conto in banca che gli consente un’ottima capacità di spesa: ecco l’identikit del turista-sciatore che partecipa alla Marcialonga. E grazie a questi concorrenti la granfondo delle valli di Fiemme e Fassa può garantire un giro d’affari di 8 milioni di euro. Il calcolo l’ha fatto Alice Varesco, 23 anni, di Masi di Cavalese, che si è laureata a Bolzano in Gestione del turismo con una tesi dedicata al “caso Marcialonga”. Uno studio presentato ieri mattina a Trento, che ha confermato l’importanza della manifestazione (ma anche delle iniziative gemelle di corsa e ciclismo) per sostenere il turismo delle due valli in gennaio e nelle mezze stagioni. Ma ecco i principali dati emersi dallo studio, che è stato realizzato attraverso questionari sottoposti a 10 mila partecipanti (provenienti da fuori regione) alle edizioni dal 2010 al 2013, con un tasso di risposta del 25 per cento.

Professioni. Il 17 per cento degli intervistati ricopre un ruolo dirigenziale, mentre il 26,3 per cento - si legge nello studio - è lavoratore dipendente ma con mansioni di supervisione (quadri). Il 18% per cento dei partecipanti è composto da impiegati, addetti alle vendite, infermieri e occupazioni simili, mentre il 22 per cento è costituito da lavoratori autonomi. Si tratta di profili professionali che confermano che “viaggiare” e “sciare” non sono attività alla portata di tutte le classi sociali.

Motivazioni. In comune tra tutti c’è la passione per lo sci nordico, ma c’è chi prende la Marcialonga come una sfida con sé stessi oppure con gli altri (43%), chi lo fa per la salute (33%) e chi lo fa per partecipare a un evento sociale (13%). Solo l’8% punta al risultato.

L’alloggio. La stragrande maggioranza dei partecipanti provenienti da fuori regione alloggia in strutture ricettive di vario tipo (87,8%), solo il 6 per cento sceglie un appartamento in affitto. Il 55 per cento sceglie Fiemme il 41 per cento Fassa.

Gli accompagnatori. I “marcialonghisti” viaggiano con amici (56%) oppure con la famiglia (23%) o con lo sci club (23%). Due su tre hanno organizzato il viaggio autonomamente, mentre il 26,5% ha scelto pacchetti completi proposti da agenzie.

I livelli di spesa. Secondo la ricerca di Alice Varesco il 32 per ceno degli intervistati ha speso meno di 400 euro per partecipare alla Marcialonga (si tratta per lo più di sciatori italiani o provenienti da paesi europei ma non russi o scandinavi). La spesa aumenta nel caso degli scandinavi e russi che si trattengono più a lungo e spendono anche più di mille euro (15% dei partecipanti). Al di là della lunghezza del soggiorno c’è comunque una maggiore disponibilità a spendere da parte dei turisti scandinavi.

I ritorni in valle. Mentre gli scandinavi frequentano le valli di Fiemme e Fassa solamente in occasione della Marcialonga, il 30 per cento dei partecipanti fa rientro nelle due valli anche in altri periodi, in particolare in estate.

L’indotto. Sulla base dei dati raccolti da Alice Varesco gli organizzatori della Marcialonga hanno stimato un indotto di 8 milioni di euro per la manifestazione invernale e per le due manifestazioni estive (running e cycling). Si tratta di un calcolo che moltiplica la spesa giornaliera (stimata dallo sudio) di 170 euro per il numero di partecipanti e accompagnatori. Ma la stima tiene conto anche del ritorno in valle (in periodi diversi) dei turisti che partecipano alle gran fondo. Secondo la ricerca in gennaio le presenze turistiche nelle valli di Fiemme e Fassa sono collegate per il 17 per cento alla Marcialonga.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle