Lucia uccisa dalla coltellata al cuore

Depositata la relazione sull’autopsia: la donna non sarebbe stata strangolata prima



TRENTO. Uccisa da quattro coltellate - fatale quella al cuore ma potenzialmente mortali anche le tre ai polmoni - subito dopo la cena al ristorante «Mezzosoldo». La relazione che il consulente, il dottor Dario Raniero, ha consegnato ieri nella tarda mattinata al procuratore capo Giuseppe Amato racconta in maniera dettagliata come è stata uccisa Lucia Bellucci quella sera del 9 agosto. E viene sottolineato come non ci sia stato un vero tentativo di strangolamento. Ossia sono stati trovati dei segni sul viso e sul collo della donna ma non sono stati riscontrati dei segni di asfissia. Come se Ciccolini l’avesse voluta tenere ferma. E in questo frangente lei avrebbe cercato di difendersi, ossia avrebbe alzato il braccio. Braccio destro che porta i segni di un morso di Ciccolini. E quel braccio alzato sarebbe stato l’unico segno di difesa palesato dall’autopsia. Probabilmente Lucia non si aspettava l’aggressione fisica che sarebbe stata così veloce da non dare alcuna possibilità alla donna di cercare una via di fuga.

Con la relazione sull’autopsia, ora la procura attende solo quella finale dei carabinieri che dovrà tirare le fila di tutto quello che è stato raccolto in questi giorni d’indagine. Dai messaggi - tanti - mandati dall’avvocato veronese all’estetista marchigiana, alle lettere che lo stesso ha scritto a diverse persone. Poi ci sono i date tecnici e le testimonianze delle persone che sono state ascoltate dopo il ritrovamento del corpo della ragazza nella Bmw del suo ex fidanzato. E quando anche queste carte saranno pronte l’intenzione della procura sarebbe quella di chiedere il giudizio immediato. In questo modo si finisce dritti davanti alla Corte d'assise saltando l'udienza preliminare. In quella sede la difesa chiederà il giudizio abbreviato.













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