L'INCHIESTA

Lo spaccio di droga si sposta e “conquista” via della Saluga 

Le zone “calde”. I maggiori controlli nella zona di S.Maria Maggiore hanno spinto altrove il traffico  di stupefacenti: all’ex lavatoio e nei sentieri lungo l’Adige. Allarme dei residenti tra degrado, schiamazzi e bottiglie rotte

di Mara Deimichei

TRENTO. Se nella zona di Santa Maria Maggiore i residenti sono quasi pronti a tirare il classico sospiro di sollievo perché la presenza dei custodi di quartiere ha migliorato la vivibilità della zona, nella zona di via della Saluga la situazione è peggiorata. E molto. L’incrocio fra via della Saluga e via dei Giardini, la zona dell’ex lavatoio trasformata a parcheggio delle biciclette, pare sia diventata il nuovo punto di ritrovo di chi prima stava nella zona della Portela. Con schiamazzi, degrado e attività di spaccio. Una situazione che preoccupa i residenti non avvezzi a una situazione simile e che è già stata illustrata al sindaco nel corso dell’incontro con i custodi di quartiere.

Via della Saluga. È la teoria dei “vasi comunicanti” applicata alla spaccio: si possono fare controlli, fare retate, ma visto che la domanda di stupefacenti resta alta, lo spacciatore non sparisce, ma lascia un “territorio” per trovarne un altro. Dove proseguire la sua attività con maggior tranquillità. E una delle nuove zone è quella attorno all’ex lavatoio. Vista di giorno è ancora un angolo tranquillo della città. C’è il verde, le salite strette che aiutano a creare la dimensione del paese, i vicini di casa che si salutano cordialmente. Ma è la sera e la notte che avviene la trasformazione. Con l’arrivo di diverse persone che passano il tempo bevendo bottiglie di birra (che vengono poi gettate nella fontana che si trova vicino all’edicola) parlando a voce alta se non urlando. E poi quel via vai che sa di spaccio. E che inquieta chi lì abita. Diverse le segnalazioni alle forze dell’ordine e ora la situazione di degrado è anche all’attenzione dell’amministrazione comunale. Una “migrazione” non attesa e fonte di molti disagi per i residenti che pare che possa essere una diretta conseguenza dei maggiori controlli nella zona della Portela. Una conferma della teoria dei “vasi comunicanti” applicata allo spaccio.

Lungo l’Adige. Altra new entry nella mappa dello spaccio cittadino, è quella delle passeggiate lungo l’Adige. Una zona quasi perfetta per chi deve agire nell’illegalità visto che permette di avvistare da lontano l’arrivo delle pattuglie delle forze dell’ordine avendo così il tempo di occultare lo stupefacente (e i cespugli non mancano) e anche si scappare. Zona comoda da raggiungere anche per i clienti. Che parcheggiano o nella zona di via Monte Baldo a sud o in quella della funivia a nord. Pochi passi e trovano chi può vendere loro lo stupefacente.

Il centro. La migrazione di chi spaccia tocca anche in centro della città. Un movimento fluido che riguarda anche la zona attorno a via Verdi. E che, anche in questo caso, vede domanda e offerta che si muovono alla ricerca di un posto tranquillo.