Lite al parco Santa Chiara per motivi razziali
Tre tunisini sono stati denunciati dai carabinieri: avevano aggredito un marocchino a calci e pugni
TRENTO. Uno sguardo che ha dato fastidio o che è stato interpretato male ed è partita l’aggressione che potrebbe avere una spiegazione anche nei motivi razziali. E che ha visto un gruppo di tunisini scagliarsi contro - e ferire - un marocchino.
I fatti risalgono all’inizio di luglio e dopo due mesi i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Trento hanno concluso le indagini chiarendo i contorni del fatto e denunciando tre persone.
Era il primo pomeriggio e al parco Santa Chiara c’erano diverse persone. Fra questi anche un marocchino che era su una panchina assieme a degli amici e connazionali. A poca distanza ci sarebbero stati i tre tunisini che hanno dai 19 ai 21 anni. Una situazione che sembrava tranquilla ma - senza che ci fosse un evidente motivo - all’improvviso è scoppiata la rissa. Un’aggressione a forza di calci e pugni con in più la minaccia fatta esibendo un coltello da cucina di dimensioni ragguardevoli. A limitare le possibile conseguenze dell’aggressione all’inizio è stato l’intervento di alcuni amici del marocchino e quindi l’intervento dei militari dell’Arma che ha portato alla fuga i tre. Mentre il ferito andava a farsi medicare al pronto soccorso, prendevano avvio le indagini che dopo due mesi possono dirsi concluse. Con la denuncia dei tre che ora dovranno rispondere di ciò di cui sono accusati davanti al giudice.
A quanto pare i motivi che hanno dato il «la» alla violenza sono alquanto futili. Tutto avrebbe avuto inizio con un’occhiata poco gradita e questo sarebbe bastato. A ciò probabilmente si è aggiunta una rivalità fra tunisini e marocchini che ha radici antiche.
Il fatto era successo davanti agli occhi di tante persone che avevano scelto il parco Santa Chiara per trascorrere un pomeriggio estivo in città. E in molti avevano assistito alla scena dando per altro l’allarme immediatamente alla centrale operativa dei carabinieri, ossia al 112.
In pochi minuti il personale del nucleo radiomobile è arrivato sul posto e la celerità della risposta alla richiesta d’intervento ha con ogni probabilità evitato che le conseguenze dello scontro fatto di calci e pugni fossero maggiori. È stato anche sequestrato il grosso coltello da cucina usato per la minaccia.