Le circoscrizioni costano un milione e mezzo

Ma contano pochissimo: competenze per appena 404 mila euro. Ecco le cifre



TRENTO. Ormai a Trento anche fare il consigliere circoscrizionale è diventato un lavoro. La riforma Amistadi ha alzato l’indennità dei presidenti a mille e 762 euro, ha portato il gettone di presenza dei consiglieri semplici a 60 euro, e ha esteso il rimborso anche per le sedute delle commissioni. Risultato: le adunanze delle circoscrizioni e le riunioni delle commissioni si sono moltiplicate. Tra riunione plenaria e commissioni, un consigliere normale può portarsi a casa fino 3 mila e 800 euro all’anno. Niente male per un carica che fino a poco tempo fa era del tutto volontaria. Un vero salasso, invece, per le casse comunali che nel 2005 hanno pagato un milione e 536 mila euro tra indennità ai presidenti e rimborsi ai consiglieri. Un record per città della grandezza di Trento. A Bolzano un presidente di Circoscrizione prende poco più di 600 euro e, in tutto, il Comune spende 69 mila euro. Ma, lasciando da parte i vicini nordici, si può guardare a città ben più grandi per capire come Trento sia una mosca bianca, una vera cuccagna per i consiglieri di Circoscrizione. A Bologna il comune spende meno della metà per i rimborsi: 711 mila euro, con un gettone di presenza di 36 euro.

L’anomalia trentina si inizia a misurare dal numero delle circoscrizioni: 12, più che a Torino, Milano, Genova, Venezia, Firenze e molte altre città medio-grandi. In tutto, i consiglieri sono 194. L’indennità del presidente è tra le più alte: 1762 euro lordi mensili contro i 1684 di Trieste e i 1692 di Perugia. I presidenti delle città più grandi arrivano anche oltre il doppio, ma c’è da considerare che il loro territorio è molto più grande. Basti pensare che Roma ha «solo» 19 Circoscrizioni e i loro presidenti percepiscono 3807 euro. Per comprendere anche la differenza di responsabilità, basta guardare alle risorse. In totale, tutte e dodici le Circoscrizioni trentine impegnano risorse per 386 mila euro in un anno. Poco più di 30 mila euro ciascuna, in media. Questa cifra sale a 5 milioni a Venezia, a 50 milioni a Roma, a poco più di 3 milioni a Bologna, a 150 mila euro ad Ancona.

Insomma, altrove le responsabilità sono molto più alte, ma con indennità simili, se non inferiori. Un altro dato che colpisce è l’aumento delle sedute, o meglio delle adunanze, come vengono chiamate in gergo burocratico. I consiglieri di Gardolo nel 2006 si sono visti 22 volte, e solo per le adunanze. Se si guarda gli altri impegni, saliamo e di molto. Sempre a Gardolo undici sono state le riunioni dell’ufficio di presidenza, la commissione cultura e tempo libero si è riunita 13 volte, quella territorio e ambiente 7 volte, quattro sedute per la commissione politiche sociali. A Villazzano, invece, le adunanze sono state dieci.

In totale, le adunanze delle Circoscrizioni sono state 179, più o meno in linea con gli anni passati. Dove si è registrato un forte aumento è stato nel numero delle riunioni delle commissioni che sono passate dalle 263 del 2005 alle 350 del 2006. Un bel salto in avanti che è costato molto alle casse comunali. Alla fine la stima che fanno gli stessi uffici comunali è di un milione e 536 mila euro. Molto di più rispetto ai fondi che le stesse Circoscrizioni hanno a disposizione. In totale, la somma disponibile era di 404 mila euro. In realtà sono stati spesi «soltanto» 386 mila euro. Le competenze maggiori delle Circoscrizioni sono ormai quelle consultive. In tutto hanno dato 222 pareri.

(u.c.)













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