Lascia la bici incustodita per un minuto: rubata
Il professionista doveva ritirare un libro in via Grazioli, ma quando è uscito del suo mezzo non c’era traccia. L’ha cercata e ritrovata dopo un paio di ore
TRENTO. Giusto il tempo di entrare in libreria, prendere un testo ed uscire. Un minuto al massimo. Tanto è stata incustodita una bicicletta e tanto è bastato perché venisse rubata. Una storia con il lieto fine visto che il proprietario, un professionista della città, è riuscito a tornare in possesso del suo velocipede nel giro di un paio di ore. Dopo averlo cercato e trovato in piazza Dante: sul sellino c’era un uomo- un immigrato - che la stava usando come se fosse stata sua da sempre. E che alla fine è stato convinto a restituirla. La denuncia di quanto accaduto è stata presentata in polizia. Tutto questo è successo ieri in tarda mattinata.
Mancavano due minuti a mezzogiorno quando il professionista ha parcheggiato la sua bici (non un pezzo di alta ricerca, una normale bicicletta da città, utile per spostamenti brevi e ottima alternativa alla macchina specialmente in centro) vicino alla porta d’ingresso della libreria «Il papiro» di via Grazioli. Per lui era una commissione lampo: sapeva cosa doveva prendere e sapeva dove trovarlo. Quindi nel negozio - che stava per chiudere - c’è rimasto il tempo materiale per prendere il libro e per pagare il dovuto alla cassa. Un minuto? Forse anche meno.
Quando l’uomo è uscito è andato verso la sua bici, ma della due ruote non c’era traccia. Si è guardato attorno pensando che di aver dimenticato il posto dove l’aveva lasciata, o che magari qualcuno l’avesse spostata perché era d’intralcio. Ma nulla, Guardando in ogni direzione della bici non c’era alcuna traccia. Sparita. Rubata. Ed è quindi iniziata la ricerca della refurtiva. Che è terminata dopo un paio di ore. Felicemente terminata. La bicicletta è stata infatti trovata in piazza Dante. Qui la stava usando un immigrato che gironzolava per la piazza con estrema tranquillità.
È stato quindi fermato e messo davanti ai fatti: ossia che quella bici non era sua e che non era stata abbandonata ma aveva un «padrone». Dopo qualche scambio di battuta, il mezzo è tornato nelle mani del legittimo proprietario che ha anche avvertito la questura di quello che era avvenuto fornendo una ricostruzione dell’accaduto e denunciando il furto.
E ha anche imparato una lezione: la bicicletta non la lascerà più senza catena e lucchetto anche se la sosta prevista è di una manciata di secondi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA