La svolta dell’Upt Vince Conzatti

La commercialista roveretana batte di misura Buratti Comunità di valle, stop a Rossi: «Resti l’elezione diretta»


di Chiara Bert


TRENTO. L’Upt sceglie la novità ed elegge segretario l’outsider, Donatella Conzatti, 40 anni, commercialista roveretana. È lei la vincitrice del terzo congresso del partito, che si è svolto ieri pomeriggio a Vezzano: una vittoria di misura, 185 a 171 voti, sul candidato «di partito», Corrado Buratti, una storia nella Margherita e poi nell’Upt, di cui è stato presidente negli ultimi due anni, di fatto un «quasi segretario» che ha gestito la delicata partita delle ultime elezioni provinciali. Era lui l’uomo da battere, il dirigente che poteva contare su rapporti consolidati con militanti e segretari e coordinatori di valle.

Ma l’aria è cambiata se è vero che i due potenti assessori provinciali, i due big di preferenze Tiziano Mellarini e Mauro Gilmozzi, si erano entrambi schierati con Conzatti, pur confermando la stima per Buratti.

È stato, quello di ieri, un congresso sottotono, lontano da un’assise che nella volontà doveva essere di rifondazione del partito dopo la scissione dei grisentiani e la batosta delle provinciali, dove l’Upt è scivolata al terzo posto dietro Pd e Patt. Pochi partecipanti, 361 votanti su 1500 iscritti: al congresso del 2012 votarono in 913 su 5100 tesserati. Ma sembra un secolo fa.

«Non sia un congresso di pre-liquidazione ma di rilancio», ha esortato Lorenzo Dellai, fondatore e padre nobile del partito, senza schierarsi anche se i rumors dicono pendesse per Buratti. Il partito, seppur senza una maggioranza schiacciante e senza tensioni interne, ha scelto invece di affidarsi al volto nuovo, più giovane e più estraneo per storia politica: Donatella Conzatti proviene dai Civici e si è infatti avvicinata all’Upt solo dalle politiche del 2012, quando è stata candidata con Scelta Civica, per poi candidarsi alle provinciali dello scorso ottobre. In questi mesi si è mossa sul territorio e ha lanciato un messaggio di apertura. Ieri dal palco di Vezzano ha interpretato in pieno uno stile «alla Matteo Renzi»: diretta, incalzante. Due le sue parole chiave: tempo e comunicazione. «Il tempo non è una variabile indipendente, dobbiamo essere veloci, serve una soluzione rapida sui vitalizi, basta regole interne solo per rallentare i processi». E ancora: «Un partito dev’essere interessante, saper comunicare». Ha promesso un «Upt che cambia passo» e annunciato «una squadra intergenerazionale (non siamo rottamatori), paritaria tra uomini e donne, territoriale». Si è richiamata a Dellai parlando di un Trentino che deve investire su scuola, università, ricerca e cultura, ma ha anche fatto capire di voler superare certi schemi interni: «Sono andata a parlare anche con gli industriali, con buona pace di chi tra noi dice che dobbiamo parlare solo con la Cooperazione e i sindacati». E ha rilanciato con forza la sua idea di partito territoriale (ne riferiamo nell’articolo in basso, ndr).

Dal congresso esce minoritaria la linea di Corrado Buratti, il suo richiamo alla tradizione di Margherita e Upt: un richiamo all’orgoglio di partito, il suo, «è merito nostro se in Trentino si è ricomposta la frattura tra l’anima popolare e autonomista», «l’Upt è aperta a processi di confronto ma non è terreno di conquista, nessuno può insegnarci che la politica è evoluzione». Profondamente diverso da Conzatti nello stile: «In un contesto dove la comunicazione è fatta di slogan, noi dobbiamo investire in cultura politica». In molti in queste ore hanno auspicato che, chiuso il congresso, si vada ad una composizione che garantisca l’unità del partito, con lo sconfitto alla presidenza. Un punto fermo ieri l’Upt lo ha messo, ed è uno stop a Ugo Rossi sulla riforma delle Comunità di valle. A Vezzano il governatore ha lanciato la sfida di «un Trentino più moderno anche nell’architettura istituzionale, snello ed efficiente nell’apparato amministrativo». Un messaggio chiaro per superare quelle che Rossi considera le resistenze al cambiamento dentro Pd e Upt. La risposta è stata altrettanto netta. «Non condividiamo né il merito né il metodo di com’è cominciato l’iter. Si rispetti il programma di coalizione», ha detto Conzatti. «Va lasciata l’elezione diretta coinvolgendo di più i Comuni», le ha fatto eco Buratti. E l’assemblea ha approvato (senza voti contrari) una mozione presentata dal coordinamento della Val di Fiemme in cui si dice che «pretendere di riportare il governo delle Comunità in mano ai sindaci sembra più un arrendevole ritorno ai Comprensori che un progetto politico per dare risposta ai bisogni di governabilità dei territori». Conclusione: alle Comunità vanno trasferite nuove competenze, risorse e personale e nelle assemblee dovrà restare una quota di eletti.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle