L’altra proposta  

La scuola di medicina pensata dall’ateneo

Trento. Ma cosa prevedeva il progetto presentato a metà dicembre dall’Università di Trento? All’interno non si faceva cenno alla collaborazione con l’università di Padova. Si individuavano ben altri...

Trento. Ma cosa prevedeva il progetto presentato a metà dicembre dall’Università di Trento? All’interno non si faceva cenno alla collaborazione con l’università di Padova. Si individuavano ben altri partner (tra cui la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l’università Humanitas di Milano oltre a quelle di Verona e Ferrara).

Si proponeva, esplicitamente, l’istituzione della Scuola di medicina del Trentino, con l’attivazione di un corso di laurea in medicina e chirurgia (6 anni, non solo il quinto e sesto anno) ma anche di un master in scienze infermieristiche per la “formazione di un super infermiere”. L’obiettivo era quello di formare un medico-ingegnere prevedendo specializzazioni ritenute “innovative” in medicina di precisione e genomica, robotica e microrobotica chirurgica, intelligenza artificiale e modellistica, biomateriali e terapia cellulare, diagnostica e gestione del paziente a distanza, management ed efficienza del sistema. Coinvolgendo nel progetto anche l’Eurac di Bolzano, le Fondazioni Mach e Kessler e vari dipartimenti dell’università trentina tra Cibio, Cimec, Cerin, Odflab, Ausilia, Fisica, Informatica e scienza dell’informazione, Scienze cognitive, Ingegneria industriale, Matematica, oltreché la facoltà di Giurisprudenza e altre competenze territoriali (Cosbi e Tifpa).