La Rosa d’oro a Cioffi Bassi «Ho avuto tanto dai disabili»

Sabato a Trento la consegna della massima onorificenza dell’Anffas italiana Il monito: «La crisi non diventi una scusa per tagliare i fondi ai più deboli»


di Luca Marognoli


TRENTO. La crisi non fermerà l'Anffas. Qualcuno ci sta provando, ma quella delle risorse in calo è «una scusa: i più fragili vanno tutelati». Ne è convinta una Maria Grazia Cioffi Bassi più combattiva che mai, che sabato sera al Grand Hotel Trento riceverà la Rosa l'oro, massima onorificienza dell'Anffas nazionale. La consegna sarà uno dei momenti culminanti dell'Assemblea nazionale, per la prima volta ospitata a Trento in 55 anni di vita dell'associazione.

Nata a Gallarate, Maria Grazia Cioffi Bassi vive a Trento dal 1953. «Ho lavorato per 20 anni al Credito Fondiario, sono andata in pensione nel '79 e nell'80 è nato Mario. Un ragazzo con la sindrome di Down che mi ha invogliata ad occuparmi di un sacco di altre persone e che mi ha arricchito la vita. Quelle come lui sono persone non direi diverse, ma speciali».

Signora Cioffi, qual è la motivazione e con che animo riceve questo riconoscimento?

La motivazione è per quello che ho fatto sia per l'Anffas trentina che nazionale. Dieci anni fa, nel 2003, siccome Anffas nazionale aveva grossi problemi di gestione, Trento l'aiutò a risolverli. Fu distaccato il direttore generale di allora, Maurizio Cadonna, che andò a Roma e fece il giro di tutte le sezioni, chiudendo quelle che non erano sane e lasciando aperte invece quelle gestite bene. Io rimasi in consiglio nazionale per 5 anni e mi subentrò l'attuale presidente Enderle, una bella persona, molto preparata. Oggi la situazione nazionale è tranquilla. Abbiamo contribuito al risanamento.

Oggi più che mai, lei afferma sul periodico Trentino Anffas, occorre trovare “strategie per ottenere il pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità”. A che punto è questo processo?

Questo processo era a un ottimo punto. Adesso c'è la scusa della recessione che ci fa tornare indietro. Ma è, appunto, una scusa: sono convinta che dove vogliono le risorse le trovano. I più fragili vanno tutelati. La qualità di vita che siamo riusciti a dare alle persone con disabilità intellettive va mantenuta almeno al livello attuale. E la nostra sezione è la più grande d'Italia.

Quante sono le persone coinvolte?

Abbiamo oltre 500 dipendenti, quasi 400 volontari e assistiamo più di 700 famiglie su tutto il territorio trentino. Suddivise in 46 unità operative.

Lei dice anche che c'è bisogno di un’associazione nazionale capace di “dialogare con la politica”. E, si suppone, anche locale.

Noi localmente siamo stati finora molto ascoltati e benvoluti. Non noi ma i nostri ragazzi. In sede nazionale il problema è più grosso. Da Roma in giù è un disastro: ci sono famiglie che non hanno neppure il trasporto a scuola per i figli disabili, che è un diritto.

Perché succede?

É una a bella domanda: mi chiedo se siano le famiglie non abbastanza incisive e forti o se ci sia da parte degli amministratori la più completa negligenza e indifferenza verso il problema.

La crisi, spiegava, incombe anche su Anffas. Luciano Enderle parla della vostra resistenza rispetto alla “sempre più pressante richiesta, più o meno celata, di ridurre i servizi”. Una minaccia reale?

Noi siamo preoccupati. Essendo l'Anffas la prima associazione nata in Trentino, nel '65, abbiamo genitori molto anziani, ultraottantenni, ai quali dobbiamo dare una risposta per i figli. Pur avendo noi 11 comunità alloggio, ne servono altre: da un anno a questa parte si è creata una lista d'attesa che non abbiamo mai avuto. Stiamo facendo i salti mortali, spostando magari un ragazzo da Trento a Tione. Ma a Trento occorrono almeno 6-7 posti immediati.

Sempre Enderle dice una frase significativa: “un figlio con disabilità è per sempre”. Molte mamme e molti papà vivono in funzione dei loro ragazzi.

Io dico sempre che abbiamo delle famiglie eroiche. Per 365 giorni l'anno, oltre ai problemi delle famiglie normali, dai genitori anziani alla disoccupazione dei figli, le nostre hanno questo problema, che è un dolore che ti porti tutta la vita.

Secondo il presidente, un disinvestimento di risorse avrebbe conseguenze deleterie. I costi delle “non-politiche sociali” ritornerebbero indietro moltiplicati...

É vero: i ragazzi oggi vanno al mare 10 giorni (prima per15). Ma in quei giorni la famiglia tira il fiato. Se non ci fosse questo piccolo aiuto, la famiglia chiederebbe di metterli in istituti. Poi ci sono i dipendenti. Io dico sempre: se domai chiudesse l’Anffas, 500 persone sarebbero sul lastrico. Persone che pagano le tasse e creano benessere. Non devono dirci “quanto ci costano i vostri figli”, perché c'è comunque un ritorno per la comunità.

Parliamo di volontariato: c'è un sufficiente ricambio? Sono soprattutto giovani?

Nooo, molti anziani, ma anche qualche giovane. Tutti bravi e ben formati. Stiamo lavorando molto per coinvolgere le scuole. Abbiamo creato l'associazione Liberamente insieme. I nostri educatori, con i ragazzi delle magistrali, hanno mappato la città per individuare gli ostacoli. Giovedì presenteranno i risultati.

Grazie per la sua testimonianza.

Mi lasci dire un'altra cosa.

Certo, prego.

Ho ricevuto molte attestazioni di gratitudine da genitori che mi hanno scritto, ma ho avuto di più di quello che ho dato. Molto di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle