La giunta di Trento si autoriduce l’indennità
L’esecutivo comunale rinuncia al 7%. Un consiglio dedicato ai costi della politica
TRENTO. Per il terzo anno consecutivo, il sindaco Alessandro Andreatta, gli assessori della sua giunta e il presidente del consiglio Renato Pegoretti si ridurranno lo stipendio rinunciando all’aumento del 7% deciso dalla giunta regionale. Una decisione già condivisa che ieri è stata formalizzata con la firma degli ultimi due membri della giunta che dovevano ancora sottoscrivere l’autoriduzione. «Tutti parlano di tagli delle indennità: noi lo facciamo da due anni sui nostri stipendi», afferma Andreatta. «I colleghi di tanti altri Comuni quei soldi li ricevono, ma non vogliamo certo enfatizzare questa nostra decisione».
Per il sindaco, che prima guadagnava poco meno di 6 mila euro netti al mese, la decurtazione era stata di circa 400 euro; per gli assessori - che ricevevano un' indennità di 3 mila euro - il ribasso era stato di 200 euro, per il presidente del consiglio, infine, di circa 120. Di fatto si tratta degli aumenti stabiliti dalla Regione e scattati nel luglio del 2010. Allora la giunta comunale - diversamente da tre presidenti di circoscrizione che decisero di rinunciare - aveva scelto di incassare l'aumento: «E’ un compenso giusto per la responsabilità e la mole di lavoro che abbiamo», aveva spiegato in quell'occasione Andreatta. Tre mesi dopo lo scenario era cambiato: era già iniziata l’epoca dei tagli e c'era un milione e 300 mila euro di disavanzo da colmare.
Ieri sera si è parlato di costi della politica anche in conferenza dei capigruppo. Una seduta del consiglio potrebbe essere dedicata all’argomento martedì 6 novembre.