La Chiesa di Trento ha due nuovi diaconi permanenti
In un Duomo gremito, l’arcivescovo Lauro Tisi ha ordinato Antonio Caproni, 58enne di Mori ed Ettore Barion, 50enne di Torbole. Entrambi sposati e padri di famiglie accoglienti
TRENTO. Questo pomeriggio l’arcivescovo Lauro Tisi ha ordinato due nuovi diaconi permanenti: Antonio Caproni, 58 anni di Mori ed Ettore Barion, 50 anni, di Torbole. Entrambi sposati e padri di famiglie accoglienti. Con i parenti, quindi in un Duomo gremito, intere comunità parrocchiali e civili, quelle di Mori e Rovereto e di Torbole.
Antonio e la moglie Sonia hanno sei figli (di cui cinque adottati) e sei ragazzi in affido. Fanno parte dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi e con la quale nei primi anni Novanta hanno aperto in Brasile una casa-famiglia, dandole vita per ben sedici anni. Attualmente risiedono a Rovereto (parrocchia di San Marco-Sacra Famiglia), continuando ad essere famiglia accogliente. Antonio lavora anche come fisioterapista in libera professione. Ettore è nato a Padova e dall’età di dieci anni vive a Torbole, dove opera nel settore turistico. Con sua moglie Eithne, di origini irlandesi, hanno sette figli (di cui cinque adottati) e la loro famiglia si allarga anche alla Romania e al Ghana, dove curano da anni progetti solidali.
Per Ettore e Antonio il ministero del diaconato permanente andrà dunque a rafforzare una già solida chiamata evangelica all’apertura alla vita e in particolare nei confronti di chi fa più fatica. A vestirli con gli abiti liturgici, dopo che l’arcivescovo Lauro ha imposto loro le mani ed invocato il dono dello Spirito Santo, sono stati i loro stessi figli, a dimostrazione di una scelta condivisa e di quanto ogni percorso vocazionale possa trovare nella famiglia il terreno più efficace per germogliare. Dopo l’ordinazione di oggi, sono saliti complessivamente a trenta i diaconi permanenti in Diocesi di Trento: un ministero ormai consolidato nel servizio alla Chiesa locale.
C.L.