La campagna di Russia dei ballerini di breakdance / VIDEO

Il rivano Albert Gelmetti e il suo gruppo stanno sbancando i contest europei. «Al bar preferiamo gli allenamenti duri. Il prossimo impegno in Danimarca»


di Daniele Tonelli


RIVA DEL GARDA. Dicono che l’impegno e la costanza, il sudore e la fatica possano portare le persone a ottenere grandi risultati, a tagliare traguardi prestigiosi. Questa è una storia vera e la stanno vivendo Albert Gelmetti e la sua crew di breaking, i Funkobotz. Sicuramente i cittadini di Riva del Garda si ricorderanno delle performance di questi ragazzi all’interno della Galleria San Giuseppe – apprezzate da molti, ma non da tutti – che hanno fatto intervenire la Polizia Locale con il conseguente allontanamento, pena una multa salata per essersi esibiti in un luogo pubblico senza l’autorizzazione del Comune.

I Funkobotz si stavano semplicemente allenando, stavano provando passi di breakdance, in vista delle gare ufficiali, dei “contest”. Albert Alby Gelmetti e i suoi compagni ne hanno vinti tanti, attualmente sono tra le tre migliori crew italiane di breakdance, hanno viaggiato in Europa per esibirsi e si sono contraddistinti classificandosi sempre tra i migliori.

Incontriamo Alby, 21 anni, di Riva del Garda, per farci raccontare l’inizio e l’evoluzione di questo percorso artistico che li ha portati in tutta Europa e recentemente in Russia, dove l’organizzazione li ha invitati a proprie spese. Un risultato non da poco in un mondo mosso più dalla passione dei praticanti che dal denaro sonante.

Com’è iniziata questa passione per la breakdance?

«Ho iniziato a ballare nel 2008, facendo un corso. Mi piaceva e ho continuato, inoltre nel tempo libero provavo insieme a altri ragazzi dell’Alto Garda. Ci siamo fatti del male, abbiamo ballato sull’asfalto, sul sintetico, nei campetti da basket, perfino sulla strada. Poi a un capodanno abbiamo conosciuto ragazzi di Rovereto e Trento e si è aperto il mondo del breaking, i gruppi organizzati e le gare».

A questo punto cosa avete fatto?

«Abbiamo deciso di alzare il livello e impegnarci maggiormente, abbiamo fatto spostamenti e tanti sacrifici per poter rappresentare. Qui ci sono pochi posti per allenarsi e il comune non ci veniva incontro, quindi è stato fatto ovunque si poteva. Galleria compresa (sorride Albert). Venivano molte persone, portavano i propri figli, facevano foto e video e ci offrivano soldi. Noi abbiamo sempre rifiutato. Quello non era uno show, era un allenamento per potersi migliorare. Era anche scomodo, ma era il meglio che c’era. Il marmo e le fughe delle piastrelle fanno male se prese nella schiena, nei fianchi o in testa, ma quello che non ci ferma ci rende più forti».

Arriviamo ai giorni nostri.

«Nel 2011 nasce la crew dei Funkobotz e ci spostiamo dappertutto, in Italia e non solo: Firenze, Brescia, Trieste, Torino,Genova, Pesaro, facendo risultati. Andiamo in Francia, Belgio, Olanda e Inghilterra. In Slovenia vinciamo il contest. Il tutto a nostre spese. Solo in Russia siamo stati invitati, con vitto e alloggio pagati. Qui siamo arrivati in semifinale, ma eravamo poco concentrati perché l’aereo di ritorno era a poche ore dalla gara. Quindi dovevamo fare bene e farlo in fretta, non proprio un mix facile».

E ora?

«Il prossimo contest si terrà nei prossimi giorni a Brescia. Chi vince quello andrà in Danimarca al Floor Wars, una delle più importanti gare di breakdance a livello europeo. Noi ci saremo a rappresentare, stiamo lavorando su nuovi passi. Qui per i giovani c’è davvero poco, si va al bar a bere e perdere tempo. Noi invece catalizziamo tutto il tempo libero nell’allenamento. Intendiamoci, anche noi andiamo a bere al bar ogni tanto eh? (ride). Dal Trentino - conclude Albert Gelmetti - puntiamo a rappresentare l’Italia non con i soliti stereotipi, ma con lo stile e la voglia di migliorarsi, sempre».













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