il ricordo

L’ultima intervista a Paolo Primon: “All’ex casino di bersaglio di Trento una casa della cultura tirolese con museo su Hofer”

Il fondatore della compagnia Schützen di Trento scomparso ieri al Santa Chiara si opponeva alla demolizione dell’edificio


di Daniele Peretti


TRENTO. È uscita sul nostro sito - giornaletrentino.it – l’8 dicembre, meno di un mese fa, l’ultima intervista a Paolo Primon, fra gli storici fondatori della Lega nord del Trentino e degli Schützen di Trento, scomparso ieri al Santa Chiara.

Ve la riproponiamo.

“Altro che demolire l’ex Casino di bersaglio di corso Buonarroti come proposto dal consigliere comunale di Onda Civica Andrea Maschio: facciamone piuttosto una casa della cultura tirolese con uno spazio museale dedicato ad Andreas Hofer”. Per Paolo Primon quella del Casino di bersaglio è una ferita aperta perché col sindaco Pacher aveva trovato un accordo, il suo racconto: “Si era convenuti sull’opportunità di creare in quella sede un Museo Andreas Hofer. L’accordo fu bloccato dall’opposizione del Pat che probabilmente a causa di invidie politiche ha preferito affossare la proposta piuttosto che non averne la paternità”.

Allora come oggi l’intervento su un fabbricato fatiscente come quello di corso Buonarroti non sarebbe per nulla economico: “Il nostro progetto prevedeva un intervento minimo da parte dell’amministrazione perché come Schützenkompanie Trient Major Giuseppe de Betta ci saremmo autofinanziati e poi sarebbe arrivato dall'Austria un sostanzioso contributo da parte dell’Andreas Hofer Bund della quale sono l’unico trentino in Consiglio Direttivo, ma nonostante questo non se ne fece nulla”.

Ora rilancia il progetto, ma i fondi? “Stesse condizioni. Per capire la disponibilità dell’Andreas Hofer Bund erano stati messi a disposizione 60 mila euro per finanziare un progetto per la scuola dell’infanzia regionale che prevedeva la distribuzione di album da colorare con disegni in stile tirolese. Progetto che era stato accettato dai presidenti delle due Province, ma poi il Covid ha bloccato tutto”.

Cosa contiene oggi il Casino di bersaglio? “Più nulla. Negli anni i passaggi di proprietà - per un certo periodo è stato anche abitazione - lo hanno portato ad essere solo un simbolo in una città che sembra aver cancellato la sua storia precedente alla Prima Guerra Mondiale. Mantova ha un Museo intitolato ad Andreas Hofer realizzato col contributo austriaco, perché non dovrebbe esserci anche a Trento?”.

Rilancia unicamente l’idea del Museo Andreas Hofer ? “No, direi che oggi quello che completerebbe la storia del Trentino sarebbe un centro culturale tirolese nell’ambito del quale ci sarebbe uno specifico spazio museale”.

I tempi stringono perché il Casino pare essere a rischio crollo: "Se c’è la volontà politica di realizzarlo – dice Primon – i tempi possono essere anche molto brevi”.













Ambiente&Percorsi

INCONTRO

Val di Cembra: ascoltare, vivere e raccontare le terre alte

Sabato 7 marzo farà tappa a Grumes (comune di Altavalle), il ciclo «Montagna 2050» che l'anno scorso ha toccato Terragnolo e proseguirà nell’Oltresommo (Folgaria) il 28 marzo e il 18 aprile a Pejo. Al centro temi quali l’abitare la montagna, il turismo lento, la rappresentanza delle aree montane nei processi decisionali, la biodiversità e le filiere alimentari

TEMI Cambiamento climatico, quale futuro per il turismo sciistico?
ANALISI «La montagna vive con l'azione comunitaria»

LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti

mostra

Cartoline d'epoca per raccontare il Trentino e interrogarsi sul futuro

Ultimi giorni per poter visitare "Un saluto dal Trentino", allestita alla Biblioteca Cappuccini: fino al 13 marzo oltre cento immagini del periodo 1900-1950. Memoria ma anche spunto a ragionare sull'«equilibrio precario tra le legittime esigenze dello sviluppo economico e le imprescindibili istanze della tutela paesaggistica»

MUSEO Le Alpi come paesaggio umano nelle immagini d'epoca
MOSTRA La metamorfosi degli attrezzi alpini
FOTOGALLERY Quando la fotografia incontrò lo sport in Trentino

Primo piano

Il Punto

Piano Sat 2026: centrali Montagnaterapia, rifugi sostenibili e inclusione

La Società degli Alpinisti Tridentini presenta il Documento programmatico 2026. Tra le priorità emergono l’inclusione nell’andare in montagna e le attività legate alla Montagnaterapia, accanto alla sostenibilità dei rifugi e al ruolo del volontariato. In programma anche eventi nazionali e iniziative dedicate ai giovani (foto Sat)