«Io umiliata e malmenata, non mangio da tre giorni»
Parla la giovane mamma aggredita da un gruppo di sedicenni alle Bresadola: «Episodio da non sottovalutare, ho presentato denuncia»
TRENTO. «Non mangio da tre giorni. Non riesco ancora a farmi una ragione di quanto successo, tanto è incredibile e assurdo». Maria (il nome è di fantasia per tutelare l’identità della figlia) è la mamma che qualche giorno fa è stata aggredita davanti alle scuole Bresadola da un gruppo di studenti sedicenni. Dell’episodio, che è stato raccontato dal Trentino e che grande sgomento ha suscitato in tutta la città, la giovane donna parla ancora a fatica. Trattiene a stento le lacrime, la voce le si spezza in gola e le mani le tremano. Giovedì pomeriggio era andata a prendere la figlia, che da un paio di settimane è oggetto di insulti e minacce, convinta che la sua presenza sarebbe bastata a scongiurare ritorsioni sulla ragazza. Ma si sbagliava.
Cos’è accaduto?
«Sono stata subito circondata, insultata pesantemente, umiliata e aggredita. Ero incredula, frastornata e in un primo momento non sono riuscita a reagire. Avevo di fronte dei ragazzini di 16 anni e uno di loro mi ha afferrato e storto un braccio. Era tutto così irreale e assurdo che proprio non riuscivo a muovermi, non potevo pensare di mettere le mani addosso a persone dell’età di mia figlia. Che intanto, disperata, urlava e cercava di difendermi da quell’assalto, invitandomi a reagire».
Un incubo. Per lei e soprattutto per sua figlia.
«Proprio così. La cosa che mi fa più male è che sia accaduto tutto davanti ai suoi occhi. Anche lei è molto scossa, è diventata aggressiva e sto pensando di rivolgermi ad uno psicologo per aiutarla. Ora devo pensare a lei. Sconcerta anche che nessuno dei genitori presenti abbia fatto nulla».
Qualcuno, su Facebook, afferma addirittura che sia stata lei ad aggredire il ragazzo.
«Ho pietà per la coscienza di chi afferma una cosa simile. So chi è questa persona e mi chiedo perché, se davvero ha visto una donna adulta aggredire uno studente giovanissimo, non sia intervenuta per aiutarlo o non abbia chiamato lei i carabinieri. La verità è che alcuni testimoni mi hanno già contattata, dando la loro disponibilità a raccontare come si sono svolti i fatti in tribunale. Tanta, tantissima gente mi ha espresso solidarietà e ho molto apprezzato le parole del sindaco Andreatta, che ho intenzione di ringraziare anche privatamente. Casi simili non possono essere sottovalutati: mi ritengo una persona solare e tendo sempre a sdrammatizzare, ma questa volta proprio non posso farlo. Ho fatto denuncia e andrò fino in fondo».