«Io, donna lasciata sola dopo le botte»
La storia di una persona ferita due volte: «Il mio ex è al caldo in galera, nessuno mi aiuta tranne il centro antiviolenza»
TRENTO. «Sono abbandonata a me stessa. Lui è in carcere, ha un tetto sicuro sopra la testa e qualcuno che gli prepara da mangiare. Io sono da sola, senza soldi e senza lavoro». La vicenda è quella di una donna ferita due volte: la prima dal suo compagno che l’ha picchiata e perseguitata, la seconda dalla società, dalle istituzioni che l’hanno lasciata da sola. «Il mio unico angolo di serenità - racconta - è l’appuntamento settimanale al centro antiviolenza di Trento, gli unici che mi sono vicini e mi stanno aiutando». Sì perché oltre alle ferite fisiche, ci sono quelle dell’animo che hanno bisogno di molto più tempo e di attenzioni per guarire. Questa donna, però, non vuole lasciarsi andare - anche se la tentazione a volte è molto forte - vuole riconquistare la sua vita. Ma per questo ha bisogno d’aiuto.
Il punto di partenza di questa vicenda è in una storia d’amore finita male. Molto male. All’inizio era tutto bello e i due avevano iniziato una convivenza e dato vita anche ad un’attività commerciale insieme. «Ci ho perso 15 mila euro - spiega la donna - e ho dovuto chiudere tutto per i guai che lui aveva combinato». I problemi si spostano dal piano lavorativo a quello del rapporto fra i due. Lei lo lascia e lui inizia a tempestarla di sms e mail chiedendole di tornare insieme. I due ricominciano a stare insieme ma è un rapporto fatto di litigi. E di botte dove è lei a subire. Fino a quando, un mese fa, dopo l’ennesimo episodio, lui viene arrestato. E patteggia una reclusione di 10 mesi. «Così adesso lui è al caldo e io qui fuori soffro - racconta la donna - ho bussato a tutte le porte ma nessuno mi aiuta. Io sono trentina, ma per due anni sono stata all’estero e sono tornata da un anno. E quindi non ho diritto a nulla. Non chiedo la luna, ma un aiuto a trovare un lavoro e magari a pagare l’affitto. La mattina mi sveglio e non vedo l’ora che arrivi sera per poter tornare a dormire. Mi rendo conto che così non va bene e cerco di reagire. Ma ho bisogno di aiuto. A volte penso che vorrei che lui uscisse di prigione per poter tornare insieme, per non essere più sola. Lo so che appare incredibile e lo so che è sbagliato ma mi hanno portato a questo».
La donna dice di aver chiesto aiuto anche alla Provincia tramite delle conoscenze ma il tempo è passato e nessuno le ha ancora risposto. «Anche girare qui in paese - conclude - non è facile. Tutti sanno quello che ho passato e c’è chi mi addita per strada dicendo che sono io quella che lo ha fatto mettere dentro. Come se le colpe fossero mie e non di colui che mi picchiava».
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