«In Valsugana e Tesino bastano quattro Comuni»

Il sindaco di Borgo Dalledonne: «Uno nella “Conca” e uno in sinistra Maso, uno montano da Telve in su e l’ultimo in fondovalle da Novaledo a Ospedaletto»


di Marika Caumo


BORGO. Avanti con le fusioni: quattro grandi Comuni per l'intera Bassa Valsugana e Tesino. Così la vede il sindaco di Borgo, Fabio Dalledonne, che abbiamo interpellato sull'attualissima questione delle fusioni dei municipi. «Apro con il dire che pochi giorni fa, lo scorso 9 luglio, il Consiglio delle autonomie locali guidato dal presidente Paride Gianmoena, ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro per ragionare sulle modifiche alla legge di riforma, che vanno nell'ottica delle unioni dei Comuni, finalizzate alle fusioni. Si vuole stimolare i Comuni ad unirsi, ed io concordo pienamente», spiega.

«A Borgo stiamo seguendo con attenzione quanto succede in sinistra Maso, così come osserviamo i quattro comuni dell'Ecomuseo del Lagorai», precisa. In questo periodo, infatti, qualcosa si è mosso anche in Valsugana, con la costituzione di un comitato di cittadini per unire otto Comuni in sinistra Maso (Strigno, Spera, Samone, Bieno, Villa Agnedo, Ivano Fracena, Scurelle ed Ospedaletto; anche se non tutte le amministrazioni sono favorevoli) e l'avvio a breve di una petizione. Sull'opposto versante, c'è un altro ipotetico ambito, ma se il sindaco di Telve è pro-fusione, Telve di Sopra è contrario mentre Torcegno e Carzano rimangono incerti. Infine ci sono i tre comuni tesini (Castello, Cinte e Pieve), che vorrebbero arrivare ad un referendum nel 2015.

Le idee su come suddividere l'area della Comunità, Dalledonne le ha chiare. «Ci vuole affinità territoriale in primis - spiega -. Quindi dò per scontato che un Comune è formato dal Tesino, il secondo è quello della sinistra Maso, anche se non so Grigno come si inserisca, il terzo è quello della zona montana con Telve, Telve di Sopra, Torcegno e Carzano e il quarto è quello di fondovalle, che comprende l'area di Novaledo, Roncegno, Ronchi, Borgo e Castelnuovo. Ecco quattro bei Comuni, corposi e ben strutturati, con il rispetto di affinità e confini». Ma quest'ultimo sarebbe sproporzionato rispetto agli altri, facciamo notare. «No, dai 7mila attuali si passerebbe a poco più di 10mila. E' nella logica delle cose, Borgo ha ospedale, uffici e servizi, rimane comunque capoluogo della Comunità e ha una struttura che potrebbe accogliere anche gli altri quattro Comuni, unendo risorse e personale- risponde .- Noi siamo pronti per ragionare, sarebbe ora. La strada è questa perché ormai uno più uno non fa due. Mi sono sempre espresso per le fusioni, ma quando parla il Comune più grosso rischia di venire visto di traverso. Serve uno sforzo culturale».

Parlando di unioni e fusioni, si arriva al discorso polizia locale. «Cinte e Bieno hanno deciso di uscire dal servizio, io rimango perplesso perché Borgo paga oltre il 40% del totale quando come popolazione rappresentiamo il 20% e a questi costi non ce la facciamo più. Ecco, se si realizzasse il discorso fusioni, come si diceva prima, potremmo pensare di uscire anche noi e convergere sull'unione dei vigili su quattro ambiti diversi», conclude, lanciando quest'ultima stoccatina.













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