«Imprese femminili in crescita in Trentino»

Trento. Trentino Alto Adige ultimo in Italia per imprese femminili? Un dato incontrovertibile, ma è altrettanto vero che i numeri sono in crescita rispetto al 2014 e che il Trentino è al primo posto...



Trento. Trentino Alto Adige ultimo in Italia per imprese femminili? Un dato incontrovertibile, ma è altrettanto vero che i numeri sono in crescita rispetto al 2014 e che il Trentino è al primo posto in Italia per occupazione femminile. Così Stefania Segata, vicepresidente di Confindustria e presidente del Gruppo Giovani, commenta i dati diffusi da Unioncamere, che collocano la nostra regione come fanalino di coda per quanto riguarda l’imprenditorialità femminile.

«Il dato è incontrovertibile – afferma Segata - la nostra regione è all’ultimo posto in Italia per numero di imprese a guida femminile. In Trentino Alto Adige sono 19.381, ovvero il 17,79% del totale delle imprese trentine e altoatesine. In Trentino sono 9.132, ovvero il 17,9%. Vale la pena di evidenziare che si tratta di un dato in crescita: rispetto al 2014, le imprese femminili sono cresciute del 3,1%. Un incremento dovuto certamente anche agli incentivi destinati dal governo provinciale allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali da parte delle donne».

Va in questo senso sottolineato che i numeri non dicono tutto: la Basilicata, ad esempio, prima per imprese a conduzione femminile, ha un numero decisamente minore di aziende con più di 5 persone impiegate: appena il 6%, contro il 10% del Trentino.

Decisamente diversi i dati relativi all’occupazione delle donne in provincia di Trento: «La nostra regione registra il più alto tasso di occupazione femminile. - sottolinea Segata - Un dato che possiamo comunque migliorare, per raggiungere le performance di altre regioni del Nord Europa, dove il tasso di occupazione femminile è prossimo a quello maschile. Nel primo trimestre del 2019 l’occupazione femminile in Trentino ha raggiunto il 61,8%: un dato di molto superiore alla media nazionale (49,6%), e lievemente superiore alla media del Nordest (61,1%). Di certo le misure di conciliazione vita privata-lavoro e le iniziative di welfare aziendale, promosse e sostenute anche dalle nostre imprese associate, fanno il loro dovere. Molto, crediamo, rimane da fare, sul fronte dei servizi e in un’ottica di sistema, se le misure adottate non sono in grado di mettere le donne nella condizione di scegliere e di intraprendere, con serenità, l’iniziativa imprenditoriale. Questo è un tema particolarmente caro a Confindustria Trento: riteniamo che in questa direzione si debba investire perché, come diversi studi internazionali dimostrano, la presenza di un management femminile - annota la vice presidente di Confindustria - migliora l’efficienza e la redditività delle imprese».

«Una considerazione, tutta qualitativa, mi viene infine dall’esperienza personale e dal contatto quotidiano con tante colleghe - aggiunge Segata - le aziende associate a Confindustria Trento, e mi riferisco anche ad alcune fra quelle di maggiori di dimensioni, possono contare sul lavoro di capitane d’impresa e manager di grande qualità, che sanno muoversi egregiamente in un comparto che vede l’affermarsi progressivo di profili femminili capaci di fare la differenza».



















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