Il mezzo miliardo sblocca le maxi-opere

Loppio-Busa, tangenziale di Cles, depuratore Trento 3, svincolo di Campotrentino con i soldi trentini scongelati dal governo


di Chiara Bert


TRENTO. La Loppio- Busa naturalmente, opera attesa da decenni che per decongestionare il traffico collegherà in tunnel passo San Giovanni ad Arco: rimandata molte volte, l'ultima nel 2014 dalla giunta Rossi che l'ha solennemente promessa all'Alto Garda per il 2017. Sono 126 milioni di euro. Poi il nuovo svincolo su tre livelli di Campotrentino a Trento, appalto da 32 milioni. E, per restare nel campo della viabilità del capoluogo, sul bilancio 2016 la Provincia aveva stanziato 27 milioni per la funicolare Trento-Povo: altro progetto di cui si discute da anni, ma rispetto al quale - ammette l’assessore alle infrastrutture Mauro Gilmozzi - la priorità dei finanziamenti Bei (la banca europea degli investimenti) andrà al «Nordus», la metropolitana da Trento Nord a Mattarello, costo stimato 120-140 milioni.

Sono alcune delle grandi opere che si sbloccano dopo il via libera del governo all'utilizzo del fondo pluriennale vincolato, un tesoretto di circa 400 milioni di euro (250 milioni per la Provincia e 100-150 milioni per i Comuni). Tira un sospiro di sollievo l’assessore Gilmozzi: «Non sono soldi nuovi, ma risorse che ci consentono di proseguire con la nostra programmazione delle opere, sulla quale era stata gettata un’ombra dall’introduzione delle nuove regole». Lo Stato aveva previsto che le opere già programmate e finanziate, dal 2018 dovessero essere rifinanziate. «Un'assurdità che fortunatamente è stata superata, non solo per noi ma anche per tutte le altre regioni. Il che vuol dire che possiamo mantenere la programmazione che stiamo facendo», commenta Gilmozzi. «Bloccare il fondo avrebbe voluto dire bloccare gli investimenti non solo in Trentino ma in mezza Italia, un controsenso mentre si tenta con tante difficoltà di rilanciare la crescita».

Altre maxi-opere già a bilancio sono la circonvallazione di Cles (56 milioni), opera slittata negli anni a causa di una battaglia giudiziaria e ora pronta a partire (la Provincia in questo caso è orientata a una gara a invito con 20 offerte). In rampa di lancio c'è un altro maxi-appalto, uno dei maggiori che la Provincia ha messo in cantiere negli ultimi anni: il depuratore di Trento Tre, valore 89 milioni,c he sorgerà a sud di Trento e servirà un bacino di 150 mila abitanti. Un’opera rimasta bloccata anche in questo caso per più di un anno in attesa che si chiudesse la vicenda giudiziaria nata con il ricorso al Tar della cordata arrivata seconda. In aprile è arrivata la parola finale del Consiglio di stato e i lavori - ora che c’è la garanzia di poter usare i soldi in cassa - partiranno a breve.

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