Il gelataio resta senza le panchine

Lavis, Nardelli ha raccolto 200 firme contro la decisione del Comune: «Uno sfregio a chi lavora»


di Daniele Erler


LAVIS. L'estate è ormai alle porte, e, complice la bella stagione, alcuni esercizi del centro di Lavis hanno deciso di esporre le loro sedie e tavolini, occupando così il suolo pubblico ed offrendo un nuovo servizio per i propri clienti, così come avevano fatto, in molti casi per la prima volta, nel corso del 2013. Un modo, fra l'altro, per ridare vita al centro storico.

Ma non per tutti, con l'arrivo dell'estate, torna anche la possibilità di ripensare il proprio esercizio commerciale. Diverso è il caso, infatti, di “Fior di gelato”, l'originale punto vendita aperto due anni fa in piazza Grazioli, e che unisce alla vendita dei fiori l'attività di gelateria. Il titolare, Rudi Nardelli, lo scorso anno era stato fra i primi a fare richiesta di occupazione del suolo pubblico. Dal Comune era arrivata l'autorizzazione, tanto che Nardelli non solo aveva pagato per l'occupazione, ma aveva investito una somma (quasi 700 euro) per l'acquisto dei tavolini, sedie ed ombrelloni necessari. In piena estate, però, ad un controllo della polizia municipale, si era scoperto che l'autorizzazione non poteva essere concessa. Il punto vendita (che, fra le altre cose, non è dotato di un bagno a norma) non ha una licenza che permetta di creare un'area specifica per la somministrazione del cibo: in altre parole, va bene il gelato d'asporto, ma, non essendo un bar o un ristorante, non era possibile dotare l'esercizio di tavolini e sedie.

«Per questo – racconta Nardelli – i vigili mi hanno fatto una multa di 200 euro: ma io avevo l'autorizzazione del Comune, non mi sembrava giusto che dovessi pagare, per l'errore fatto in Municipio».

Per questo, Nardelli aveva fatto ricorso al sindaco, il quale aveva concordato, spiega il titolare della gelateria, che l'errore fosse stato degli uffici, e che quindi la multa dovesse essere pagata (come poi è avvenuto) da parte del responsabile. Intanto, però, in piena estate, Nardelli era stato costretto a togliere i propri tavolini; il Comune aveva così deciso, come compensazione, di predisporre, sullo spazio ormai vuoto, delle panchine, che lì sono rimaste fino a poche settimane fa, quando sono state tolte per ripristinare i tre stalli del vecchio parcheggio. Ed è stata questa scelta, fatta alla vigilia dell'estate, che ha fatto infuriare Nardelli, il quale a proposito ha già raccolto circa 200 firme, che nei prossimi giorni saranno consegnate al sindaco, per richiedere appunto il ripristino delle panchine.

«Se avessi pagato la multa – dice – probabilmente le panchine sarebbero ancora al loro posto: credo sia stata una sorta di vendetta personale». «Questa vicenda – conclude – è uno sfregio nei confronti di chi lavora, ed è in difficoltà, soprattutto in tempi di crisi economica. Dal comune mi sarei aspettato un sostegno diverso».

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