«Il bue allo spiedo a Mori è una macabra iniziativa»

La Lav: portare la morte in piazza è uno spettacolo vergognoso che fa inorridire La Pro loco: scusa se abbiamo urtato sensibilità, ma niente strumentalizzazioni



MORI. Il bue che gira sullo spiedo in piazza è «una macabra iniziativa». Così la Lav del Trentino si scaglia contro una delle iniziative “Aspettando la Ganzega” organizzate dalla Pro loco di Mori. «No, non si può portare la morte in piazza» tuonano gli animalisti alla vista del «bue squartato infilzato in un gigantesco spiedo che gira e si cuoce lentamente al calore del fuoco fra casette di legno e uomini affaccendati nei preparativi per il banchetto del giorno successivo. Questo lo spettacolo a disposizione dei moriani che sono passati venerdì da piazza Cal di Ponte». Uno «spettacolo macabro» contestato dagli aninalisti. Ai quali risponde il presidente della Pro loco Flavio Bianchi: «Mi dispiace se è stata urtata la sensibilità di qualcuno e di questo ce ne scusiamo. Detto questo, comunque, dico no strumentalizzazioni: non si faccia un caso di un’iniziativa come questa».

Molto duri sono i toni della Lav: «Questo spettacolo macabro ha fatto inorridire molte persone, non soltanto i “soliti animalisti”. Molti che sono passati da lì ci hanno contattato - afferma Silvia Gelmini, responsabile della Lav del Trentino - chiedendoci di fare qualcosa. Ostentare la morte in pubblica piazza, dove passano anche i bambini per andare a scuola, è un comportamento che urta la sensibilità di molta gente e deve farci riflettere. Vedere un solo cadavere fa impressione, se si pensa a ciò che era, un individuo, vivo. E pensare che ogni anno, solo in Italia, vengono macellati quasi 4 milioni di bovini, un vero e proprio olocausto... Sono sempre più, anche in regione, le feste e gli eventi che propongono menù senza prodotti animali, che non comportano sofferenza e attenti alla salvaguardia dell’ambiente. Ci auguriamo che al più presto iniziative all’insegna del mangiare animali, come questa, saranno solo un brutto ricordo».

«Rispettiamo tutte le posizioni - replica Flavio Bianchi - e come detto ci scusiamo se abbiamo urtato sensibilità. Quello che è stato proposto era un piatto della tradizione popolana preparato dagli amici di Cento che organizzano la festa del bue. Una festa molto diffusa che viene organizzata dal popolo emiliano che ritengo altamente civile». Dopo aver ricordato che in tanti paesi molte sono le sagre con porchette allo spiedo, Bianchi tiene a precisare che «i più incuriositi erano i bambini per nulla turbati a quello che viene definito un macabro spettacolo. Non vorrei che la Lav cercasse visibilità strumentalizzando la nostra iniziativa. Chiederei rispetto per il volontariato, per le tante persone che hanno lavorato a titolo gratuito per la riuscita della manifestazione. E a tutti coloro che ci hanno contestato via mail assicuro che risponderò».(g.r.)

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